EcoAzione! Into Eternity

Tre miglia in profondità nel sottosuolo in Finlandia, è in costruzione un immenso deposito che, una volta ultimato, potrà contenere 300.000 tonnellate di scorie nucleari. Perché non intervengano disastri di portata enorme, la struttura dovrà rimanere sigillata per almeno 100.000 anni. In questo documentario, poetico ma allo stesso tempo provocatorio, il filmmaker danese Michael Madsen riflette sulle modalità secondo le quali sia possibile avvertire le civiltà future affinchè questo ”tesoro sepolto” della nostra era nucleare – diversamente da quello che accadde per le piramidi e le tombe dei faraoni – non venga mai ritrovato.


Ogni giorno sulla superficie del nostro pianeta, grandi quantità di scorie radioattive vengono provvisoriamente sistemate in magazzini di fatto vulnerabili, soggetti ai rischi e alle conseguenze di disastri naturali o artificiali che i mutamenti climatici o le svolte imposte dal progresso della società possono ingenerare. In Finlandia, l'approccio allo smaltimento delle scorie, al momento impossibili ad essere distrutte o recuperate, avviene in modo differente e quasi unico: qui, attraverso un vastissimo sistema di tunnel sotterranei, è in corso di scavo nella solida roccia il primo deposito permanente che, si stima, dovrà rimanere impenetrabile per 100.000 anni, il tempo necessario perchè il materiale di scarto perda il suo carattere di pericolosità per gli uomini e per l'ecosistema.
Il progetto documentato in questo lungometraggio del 2009, è denominato Onkalo (parola finlandese che indica un luogo nascosto) e la sua attuazione ha luogo a Olkiluoto, località situata a circa 300 chilometri a nord-est di Helsinki.  Per la sua portata reale e per la sua forma va oltre qualsiasi opera concepita finora dall'umanità e rappresenta qualcosa di assolutamente nuovo sia dal punto di vista ingegneristico che dal punto di vista filosofico. E' previsto infatti che la struttura in costruzione, una volta riempita e sigillata, non debba mai venir riaperta.
Tale è la speranza degli esperti interpellati nel corso delle riprese, che alla base del progetto iniziato negli anni settanta e con una durata prevista di circa 130 anni, si chiedono quale sia il modo più sicuro perchè le intenzioni fondanti l'impresa vengano messe in pratica. Nel corso di quello che diventa per lo spettatore un viaggio mai sperimentato verso le profondità dello spazio e del tempo, gli ideatori di Onkalo si propongono di formulare un vero e proprio messaggio di  ammonimento da rivolgere ai nostri discendenti perchè sin da ora, e in prospettiva futura, siano messe in sicurezza l'umanità e tutte le specie viventi del Pianeta.
Descrivendo le particolarità e gli intenti di questo progetto, gli scienziati, gli amministratori e i pensatori che lo hanno concepito condividono dettagli che vanno oltre la semplice descrizione di un'opera architettonica destinata ad essere post-umana. Nel corso del documentario infatti, oltre a commenti tecnici ad alto contenuto divulgativo, vengono esposte con delicatezza realtà strabilianti ma improntate ad una logica indiscutibile: è certo per esempio, che nessuno tra coloro che partecipano all'impresa ne vedrà la conclusione; al contrario, sussistono dubbi sull'efficacia linguistica del messaggio ai posteri, considerato che il tempo (e qui si parla di decine di migliaia di anni a venire) può cancellare il ricordo di intere civiltà e renderne impossibile il riconoscimento e la comprensione.
Così il film di Madsen, di pura impronta scandinàva così come il progetto di cui tratta, propone domande sul senso dello sfruttamento dell'energia nucleare e invita a riflettere sul modo in cui noi esseri umani pensiamo il futuro della nostra razza e dell'ambiente in cui viviamo. Allo stesso tempo, invita implicitamente a un giudizio sulle decisioni mai prese, a proposito di scorie nucleari, ad altre latitudini (e longitudini).
 
traduzione a cura della redazione di EffettoTerra

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