EcoAzione! Koyaanisqatsi

Koyaanisqatsi, è l’opera di debutto di Godfrey Reggio in qualità di regista e produttore ed è il primo, e più famoso, della trilogia denominata Qatsi. Il titolo del documentario corrisponde a un concetto della lingua dei nativi nordamericani Hopi che significa “vita squilibrata” a indicare uno stato esistenziale folle e sbilanciato che, come tale, richiede il cambiamento come soluzione positiva.

Costruito progressivamente tra la fine degli anni settanta e il 1982, il film esprime la visione apocalittica della collisione di due mondi differenti, quello tecnologico e urbano opposto a quello dell’ambiente naturale. A cadenzare le sequenze che si alternano durante la proiezione del film, sta la colonna sonora composta da Philip Glass, imprescindibile componente essenziale dell’intera opera, frutto di un lavoro di montaggio durato circa sei anni.

E’ un viaggio in crescendo, quello che ci offre il regista; è senza commento o dialoghi e semplicemente propone elementi progressivi (e sempre più incalzanti col procedere del racconto visuale), a delineare il percorso di una sorta di provvidenza naturale che, inevitabilmente, a causa delle interferenze tecnologiche ha un’unica soluzione: la disintegrazione, come conseguenza della follia.

In genere, siamo convinti che il nostro mondo e il nostro stile di vita siano meravigliosi ma, in realtà ciò accade perché la nostra percezione dei vari mondi possibili è limitata a quello che sta dentro alle barriere che noi stessi abbiamo costruito. A vivere un tale mondo, questo mondo globalizzato dell’alta tecnologia, si è arrivati alla convinzione della naturalità di ciò che invece è il semplice risultato della proliferazione di standard applicati al solo scopo di renderci l’esistenza più comoda. Ma qui, nel mondo tecnologico delle città, ogni cosa è la copia di un’altra cosa e le copie sono copie di copie. E, a quanto pare, non esiste l’abilità che ci potrebbe far vedere oltre l’artificialità di un ambiente che ha rimpiazzato l’originale, la natura.

In effetti, non viviamo più con la natura; noi viviamo al di sopra di essa, in una sorta di estraniamento giustificato dalla presunzione di essere superiori e, addirittura, la natura è diventata la fonte a cui si attinge smodatamente per alimentare l’artificialità di questa nuova esistenza.

In questo senso, anche il film si offre come oggetto inconsapevole, estraneo a qualsiasi tipo di giudizio imposto e preventivo. In sé non ha un preciso significato, perché il significato sarà lo spettatore a deciderlo. Questa è la sua potenza, il suo mistero, la sua capacità di attrarre. Koyaanisqatsi, interagendo con lo spettatore, lo stimola all’intuizione e, proponendogli visioni, lo rende visionario. A questo proposito, il regista afferma: il mio interesse è l’incontro, non il significato. Se il significato fosse centrale allora la forma in cui dovrebbe essere espresso avrebbe da essere propagandistica o del tipo pubblicitario. Così, in senso veramente artistico, Koyaanisqatsi è qualsiasi cosa lo spettatore vuole che sia. Questa è l’essenza del film.

 

Koyaanisqatsi è il primo film della trilogia Qatsi:

  • Koyaanisqatsi (1982)
  • Powaqqatsi (1988)
  • Naqoyqatsi (2002)

 

Fonte: http://www.koyaanisqatsi.org/

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