EcoAzione! Sogno di ghiaccio

E' pura utopia immaginare di poter spostare gli iceberg verso i luoghi della Terra caratterizzati dalla penuria d'acqua dolce? L'ingegnere francese Georges Mougin crede che una simile idea sia realizzabile. Il documentario “Rêve de glace” è la cronaca dell'evoluzione del suo sogno, ora possibile grazie alle applicazioni del progresso tecnologico.
 
L'umanità non può fare a meno dell'acqua, ma l'accesso a questo bene, essenziale per la vita, diventa sempre più incerto e la sua gestione deve necessariamente coprire una serie di interventi che vanno dal razionamento dell'acqua potabile alla desalinizzazione dell'acqua di mare; tuttavia, tali azioni non risolvono appieno un problema che rimane di importanza vitale nelle aree più depresse del globo.
Esiste però una nuova frontiera alla quale rivolgersi per ovviare alle necessità legate al consumo mondiale di acqua dolce e così i ghiacci dei Poli e, in particolar modo, la potenziale riserva gigantesca di acqua potabile di cui gli iceberg sono composti, aprono a inediti scenari di sfruttamento del patrimonio idrico terrestre.
Più di quattro milioni di anni fa, le precipitazioni atmosferiche che scendevano per esempio sull'isola di Terranova, si trasformavano progressivamente in ghiaccio configurando un formidabile distributore d'acqua dolce gelata che (il fenomeno e le sue conseguenze dinamiche sono differenti dagli processi che concorrono a formare la banchisa) produce ogni anno i 36 miliardi di tonnellate di ghiaccio che soddisferebbero la sete diffusa del Pianeta.
Le cronache dei primi viaggi transoceanici raccontano dei momenti critici in cui i marinai potevano dissetarsi grazie all'approvvigionamento avventuroso e fortunato costituito dai frammenti delle montagne di ghiaccio e resoconti più attuali registrano l'esistenza dei “cacciatori” di iceberg che, in Canada, riforniscono la Newfoundland and Labrador Liquor Corporation, azienda che per produrre la Iceberg Vodka, la vodka più pura del mondo, usa il 60% dell'acqua incontaminata ricavata dagli iceberg raccolti al largo dell'isola di Terranova (che si aggiunge al 40% di distillato di Sweet canadian corn, una delle più pregiate tra le qualità di mais).
Non costituisce quindi una novità l'eventualità di ottenere acqua potabile dai ghiacci dei Poli ma le difficoltà, non solo logistiche, associate al loro utilizzo hanno finora impedito un approccio sistematico alla questione. Già nel secolo scorso, il principe saudita Sua Altezza Reale Mohammed Al-Faisal Al-Saud, presidente della società “Iceberg Transport International” dal 1977 al 1982, aveva ipotizzato il ricorso alle riserve di ghiaccio antartiche per un eventuale rifornimento idrico rivolto ai territori desolati della penisola arabica.
Come documenta il mediometraggio di Jean-Michel Corillion, il progetto, subito abbandonato per l'insostenibilità dei costi legati alla riuscita dell'impresa, poneva però le basi per una disamina moderna dell'argomento e grazie alla lungimiranza di alcuni pionieri visionari, ora l'ingegnere Georges Mougin, figura centrale di “Rêve de glace” si appresta a realizzare un sogno che coltiva da circa quarant'anni. La sua idea consiste nel trasportare verso sud (esportare, dicono alcuni dei protagonisti del documentario) un iceberg di sette milioni di tonnellate dalle acque in prossimità di Terranova fino a Tenerife, isola dell'arcipelago delle Canarie. La sostanza della sfida sta negli ostacoli che le leggi della natura impongono agli elementi che la costituiscono, primo fra tutti il fato ineluttabile dell'iceberg che, nel corso di un viaggio lungo quattro mesi, sarebbe destinato inevitabilmente a fondersi.
Così, a sostenere e a popolare il sogno dell'ingegnere francese, interviene una équipe di esperti internazionali che, in laboratorio e per mezzo di simulazioni tridimensionali, valuta nel dettaglio ogni possibile evenienza relativa alle fasi di preparazione del trasferimento (dalla scelta dell'iceberg dalla forma più idrodinamica, alla protezione della massa di ghiaccio – di cui oltre l'80 % sta sotto la superficie del mare - mediante l'uso di amplissime porzioni di tessuto sintetico che ne preservino i volumi) e alle peculiarità del tragitto oceanico che richiederà l'accortezza di tecniche di trasporto che si adattino alle abitudini delle correnti e si affiderà anche alla forza propulsiva del vento (è prevista l'apposizione di una sorta di spinnaker alla prua delle imbarcazioni da traino), elemento alternativo al carburante per un necessario risparmio energetico.
Gli esperimenti specialistici condotti dai collaboratori di Georges Mougin sembrano affermare la fattibilità di un'azione che imporrebbe una ricomposizione netta degli squilibri geopolitici collegati all'accesso alle ricchezze primarie della Terra. Aleggia obiettivamente l'incertezza relativa alle tempistiche di intervento, quando si pensa invece alle tonnellate di metallo da guerra che ogni giorno trovano una loro collocazione spesso proprio in quei territori che difettano di risorse idriche. Ma la forza propositiva del sogno rimane e, con il lavoro di Georges Mougin e Jean-Michel Corillion, viene facile immaginare che esso diventi reale mentre già si vede, con gli occhi del pescatore canario, una montagna di ghiaccio, al largo di Tenerife, a delineare un orizzonte nuovo.

Rêve de glace - 2010
Francia, 52’
Regia: Jean-Michel Corillion
Produzione: Kwanza - Dassault Systèmes

Mappa: Newfoundland, Terranova

Sito ufficiale del Progetto Ice Dream, sezione in lingua italiana

Traduzioni eventuali, commenti e ricerche a cura della Redazione di Effetto Terra


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