EcoAzione! Solo

Alla fine del 2006 Andrew McAuley si accinge ad intraprendere un'impresa che lo spinge in kayak sul Tasman Sea, una delle più selvagge estensioni oceaniche del Pianeta. “Solo”, documentario di Jennifer Peedom e David Michôd, è il resoconto di questa tragica sfida che fa riflettere sui limiti umani e sulla forza cieca della natura.

Da alcuni anni Andrew McAuley aspira ad attraversare il mare di Tasmania, in kayak, in solitaria. Per essere il primo a conseguire un tale obiettivo, si allena con metodo pagaiando in condizioni di relativa difficoltà, ma di adeguata sicurezza, per 150 ore nel Golfo di Carpentaria al nord dell'Australia e, per un periodo di otto settimane, lungo la costa della Penisola Antartica.
E' uno sportivo, abituato ad avventure estreme sullo sfondo di scenari naturali che, se affrontati con il dovuto rispetto e la giusta cautela, possono consacrare le ambizioni degli uomini e soddisfarne l'irrequietezza.
A sostenere Andrew nella sua personale idea di grandezza è Paul Hewitson, il designer che elabora e allestisce per lui il kayak che, nelle intenzioni del progettista e dell'atleta, dovrà servire come  strumento adatto ad accompagnare e a concludere positivamente – in 30 giorni circa - il percorso di 1600 km, sul tratto di oceano che va dalla Tasmania a Milford Sound nell'isola meridionale della Nuova Zelanda.
E in verità l'imbarcazione, adempirà quasi intatta allo scopo per cui era stata costruita.
Quando si avvicina il momento (lo vedremo e lo sentiremo in quel frangente, l'adventurer, piangere per la sconforto dell'abbandono), della partenza prevista per i primi giorni del dicembre 2006, in quello che sarà effettivamente il primo tentativo di traversata interrotto dalla paura e sospeso dalla ragione, Andrew McAuley, sollecitato dai media, deve coscientemente e forse per la prima volta dare forma alle necessità di un viaggio nell'ignoto evitato persino, a quelle latitudini al di sotto del 40° parallelo, da coloro che, in tempi precoloniali, del Pacifico erano capaci di elaborare abili mappe tridimensionali utili alla pratica della pesca e del movimento verso le terre abitate. Nel momento in cui ammette ingenuamente di non aver motivi se non quello che corrisponde al suo piacere di avanzare remando, a lui stesso sfugge lo scopo della sua decisione mentre già appaiono drammaticamente sicure l'importanza esclusiva della traversata e la condizione remota della meta.

E' l'11 gennaio del 2007 e, alle 15.30 circa, Andrew McAuley trae definitivamente i suoi dadi e riprende a percorrere il sogno, lasciando la moglie e il suo bambino ad attenderlo ansiosamente nei territori  della lontananza. Jonathan Bogais, navigatore in solitaria ed esperto meteorologo che fornirà, a distanza e in anticipo, notizie via radio delle condizioni atmosferiche all'amico Andrew, lo aveva preavvertito delle difficoltà sovrumane, anche psicologiche, a cui sarebbe andato incontro soprattutto in prossimità della costa neozelandese, là dove sia l'intensità che la profondità delle onde sarebbero state imprevedibili e feroci. Ma la decisone è presa e la logica dell'avventura ha il sopravvento.
Dopo quasi un mese di mare mostruoso e di tempeste terrificanti, il 9 febbraio le autorità marittime della Nuova Zelanda intercettano l'ultimo disperato messaggio di Andrew che perde la vita a poche decine di chilometri dal compimento del suo viaggio verso l'impossibile. L'impresa, è vero, è compiuta; manca l'uomo però: colui che l'ha realizzata. Il suo corpo non verrà mai ritrovato ma le registrazioni residue della videocamera installata sul kayak andranno a costituire, come recita la cronaca descritta sul sito www.andrewmcauley.com, le basi del documentario “Solo”, commovente e controverso omaggio alla memoria proposto al pubblico da Jennifer Peedom e David Michôd.

Noi tutti, conosciamo cosa muove il mare; lo sappiamo, anche quando perdiamo la concretezza della nostra intelligenza di fronte alle sue manifestazioni possenti e regrediamo, ridiventando per pochi attimi inconsapevoli gli esseri che chiamavano “dio” ogni fatto incomprensibile. Ma, che cos'è che muove l'uomo? Cosa, disegna le sue aspirazioni e traccia i confini delle sue azioni? Cosa, ancora, lo muove a rischiare, addirittura la vita in nome di promesse che forse non verranno mantenute?
Le risposte a tali quesiti hanno da essere differenti e contrastano tra di loro a seconda del punto di vista degli attori e degli osservatori. Certo è, come diceva André Gide, "On ne découvre pas de terre nouvelle sans consentir à perdre de vue, d'abord et longtemps, tout rivage" e ogni conquista può essere dolorosa, quando è fondata sul ricordo perduto di ciò che ci lasciamo alle spalle.

Solo, 2008
Australia - 59'
Diretto e prodotto da Jennifer Peedom & David Michôd

Traduzioni eventuali e commenti a cura della Redazione di Effettoterra

Fonti:

  • sito "Tasman Solo", Andrew McAuley (resoconto del viaggio, in inglese)
  • André Paul Guillaume Gide - Les faux-monnayeurs (I Falsari), 1925
  • Marcia Ascher - Mathematics Elsewhere. An Exploration of Ideas Across Cultures (Etnomatematica. Esplorare concetti in culture diverse), 2002

Collegamento di interesse: Intervista a David Michôd (con traduzione italiana in simultanea)

 

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