Leonardo Di Caprio il suo Oscar l’ha vinto

In questi giorni di aspre discussioni sul tema delle unioni civili non mancano le prese di posizioni di decine di artisti che si dichiarano palesemente pro o contro. Ma quando i riflettori si spengono fanno ancora qualcosa per perorare la causa? La risposta è scontata, ma ci sono degli artisti, che alle gratuite dichiarazioni aggiungono un costante, attivo e generoso impegno nel promuovere il proprio ideale.
 
È il caso di Leonardo di Caprio che non perde mai occasione di dimostrare concretamente quanto ci tenga all’ambiente e alla natura che ci circonda.
A Roma per la presentazione del suo ultimo film “The Revenant” di Alejandro G. Inarritu, che può essere letto come metafora dell’ancestrale lotta dell’uomo con la Natura, Di Caprio è stato ricevuto da Papa Francesco per discutere della lotta ai cambiamenti climatici e della salvaguardia dell'ambiente, temi molto cari al Pontefice e rispetto ai quali ha dedicato l'enciclica "Laudato sii".
È ormai un tormentone la non assegnazione dell’Oscar all’attore americano (è stato candidato ben 6 volte, senza mai vincere. Candidato anche quest’anno con The Revenant vedremo come andrà a finire il 28 febbraio), ma sicuramente meriterebbe davvero un premio per il suo impegno a favore dell’ambiente.
Tra le tante iniziative da lui portate avanti l’investimento in diamanti etici attraverso la start up Diamond Foundry che crea in laboratorio dei diamanti purissimi senza sfruttare nessuna vita umana e senza impoverire l’ambiente delle sue preziose risorse, come purtroppo abbiamo visto accade, grazie al film da lui stesso interpretato Blood Diamond - Diamanti di sangue (2006) diretto da Edward Zwick.
La star ha inoltre deciso di sostenere il movimento per il disinvestimento dai combustibili fossili e di puntare sulle energie rinnovabili. Di Caprio sta infatti prendendo parte al movimento Divest, che ha l’obiettivo di ridurre gli investimenti a favore dei combustibili fossili e ad oggi aderiscono alla grande campagna di disinvestimento compagnie di assicurazione, fondi pensione e università, allo scopo di mitigare l’impatto dei cambiamenti climatici.
Sono ormai note le donazioni miliardarie dell’attore a favore della difesa degli animali e del Pianeta. Nel 2010, Di Caprio aveva donato un milione di dollari al WWF per salvare le tigri. In seguito aveva donato altri 15 milioni di dollari, tramite la sua fondazione, per la protezione dell’ambiente, in particolare per aiutare il mondo a far fronte ai cambiamenti climatici. Più di recente, grazie a un’asta, ha devoluto in progetti benefici 40 milioni di dollari. Il ricavato dell’asta verrà utilizzato per proteggere gli ultimi luoghi incontaminati del Pianeta e per altre attività di salvaguardia dell’ambiente attraverso la sua Fondazione. La missione della Fondazione è soprattutto quella di investire in un movimento indigeno per la conservazione della foresta pluviale e la sopravvivenza culturale e sta già fornendo un importante aiuto all'Amazzonia e all'Ecuador, proteggendo milioni di ettari di foresta tropicale responsabilizzando le popolazioni indigene e invitandole a respingere le industrie estrattive. La Fondazione si occupa inoltre di finanziare soluzioni concrete agli interventi per proteggere le specie in via di estinzione e per tutelare gli ecosistemi marini e terrestri.
Tra i progetti cinematografici di Di Caprio sempre legati all’ambiente vogliamo ricordare il documentario Cowspiracy, sull’impatto ambientale degli allevamenti e dell’industria della carne , di cui è produttore. Il documentario è già arrivato in Italia ed è disponibile per la visione internazionale su Netfix e grazie al contributo di Di Caprio sta ottenendo una grande visibilità mediatica.
Inoltre è in fase di progettazione un nuovo film di Di Caprio sui cambiamenti climatici .Insieme al suo partner di Appian Way, Jennifer Davisson, l'attore americano ha acquistato i diritti per produrre l'adattamento di The Sandcastle Empire, romanzo di Kayla Olson. Ambientato nel 2049, il romanzo racconta una storia forse fin troppo vera, con la Terra vicina al punto di non ritorno a causa di cambiamenti climatici, inondazioni costiere e sovrappopolazione.
Parafrasando le due scene di rinascita – una dalla tomba, l’altra dal ventre di un cavallo – di The Revenant speriamo che anche l’impegno di Di Caprio porti a una nuova rinata attenzione nei confronti dell’ambiente e anche, finalmente, l’Oscar, che si tingerebbe in questo modo un po’ di verde.
 
Fonte: greenme.it; Ansa; Il Fatto Quotidiano
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