Polvere. Il Grande Processo dell'Amianto

Il giorno dopo la sentenza storica nei confronti della Eternit con la condanna a 16 anni in primo grado per i due manager della multinazionale colpevoli di disastro doloso e omissione di cautele antinfortunistiche nei confronti di 2.191 persone uccise dalle fibre killer, riproponiamo il documentario inchiesta di Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller scava nel cuore di una catastrofe industriale le cui conseguenze silenziose segnano il futuro di migliaia di persone in Europa, in India, in Cina, in Russia, in Brasile.
 
Fin dagli anni cinquanta la comunità scientifica ha definito in modo netto che l'amianto è cancerogeno e già a quell'epoca, considerata la pericolosità dell'elemento, si discuteva sulla necessità di abbandonarne l'utilizzo. Ma, in realtà, è dal 1932 che viene riconosciuto in modo universale che tutto l'insieme di minerali del gruppo dei silicati che costituiscono l'amianto è la causa di tumori mortali alla pleura e al peritoneo.
Il resoconto che ci offre "Polvere. Il Grande Processo dell’Amianto" è incentrato sulle prime fasi del processo penale contro i grandi padroni internazionali dell’amianto, in corso a Torino. Qui, in un percorso legale che dura dal 2009, sono sotto accusa i vertici della multinazionale svizzero-belga dell'amianto Eternit. La lettura del dispositivo della sentenza è prevista per la giornata del 13 febbraio 2012, quando gli imputati, il barone belga Louis de Cartier e il magnate svizzero Stephan Schmidheiny, per i quali il Pubblico Ministero Raffaele Guariniello ha chiesto una condanna a vent'anni di reclusione, verranno giudicati per disastro ambientale colposo e omissione volontaria di cautele nei luoghi di lavoro.
Il processo è in effetti alla base della struttura del film ma il lavoro di indagine di Niccolò Bruna e Andrea Prandstraller si svolge anche in paesi in via di sviluppo, tra cui l'India e il Brasile, dove l'amianto continua ad essere prodotto e commercializzato, a volte a dispetto della legge. E' attestato che ogni anno sul Pianeta muoiono molte decine di migliaia di persone a causa dell'amianto, ma nonostante ciò, le cause dell'ecatombe risultano ancora incontrollabili. Ma se, come documentano gli esperti, ben il 70% della popolazione mondiale è esposto ai rischi dell'avvelenamento, come è possibile che la produzione di amianto nel mondo abbia ripreso a crescere in modo così sfacciato?   Probabilmente la causa della crescita senza freni del settore sta nella richiesta improntata all'enorme consumo particolare alle economie in rapido sviluppo, come accade per esempio in India, Cina e Russia. E' tuttavia un fatto certo quello secondo il quale è la lobby autoritaria dei paesi esportatori (tra questi il Canada, che produce e vende all'estero l'amianto guardandosi bene dalle pratiche di utilizzo all'interno dei propri confini nazionali), che continua ad agire incisivamente nelle sedi internazionali allo scopo di influenzare le politiche che regolano l'import delle materie prime nei paesi che devono sottostare alle regole dei potenti.
Accade così che risulti palpabile il fallimento totale dei governi locali e delle autorità giudiziarie nella loro applicazione delle leggi e regolamenti sul lavoro, specialmente in relazione al diritto
a risarcimenti in caso di incidenti o di malattie professionali. Le informazioni disponibili, a proposito di paesi in via di sviluppo, rivelano il rifiuto di mettere una giustizia equa a disposizione degli operai (sofferenti di silicosi o di malattie professionali dello stesso tipo) che si può spiegare con la collusione degli interessi industriali con quelli dei governi locali, degli ospedali e dei tribunali, istituzioni alle quali conviene minimizzare la gravità della situazione sanitaria e della sicurezza in settori dell’industria che producono un tipo di abbondanza che dà lustro ai poteri dei diversi paesi in crescita economica. Il fenomeno nascosto, ma diffuso a livello planetario, dello sfruttamento delle risorse, umane e ambientali, continua in questo modo a mettere in pratica senza controllo i principali ostacoli al risarcimento: il disprezzo dei proprietari delle fabbriche per i diritti degli operai, la mancanze di garanzie legali sulle malattie professionali, le applicazioni di processi amministrativi e giudiziari imperfetti gestiti da governi locali e sindacati ufficiali che non difendono i diritti dei lavoratori.

In uno scenario globale catastrofico, interviene il segnale forte descritto nel documentario di Bruna e Prandstraller: in Europa, grazie alla tenacia della gente comune e alla volontà di giustizia incarnata dal procuratore Guariniello, sono finalmente rese pubbliche le responsabilità specifiche di un settore industriale che per idea di progresso ha avuto soltanto il proprio interesse improntato all'accumulo di ricchezza sfrenato, svuotato di ogni forma di rispetto per intere comunità produttive. E a Torino, dove si discute in aula il più grande caso criminale mai affrontato in Europa per un disastro ambientale, per la prima volta – fatto significativo - vengono sottoposti a giudizio i proprietari stessi di una multinazionale e non le figure di secondo piano.

Così, con le modalità tipiche del cinema di denuncia, "Polvere. Il Grande Processo dell’Amianto" capta la realtà industriale di un dramma che perdura, dando corpo a un sondaggio globale mentre osserva con tratti di profonda umanità gli stati d'animo delle persone che hanno subito i danni di un'intossicazione che causa malattie letali come l'asbestosi, che uccide per soffocamento, e il mesotelioma, il cancro alla pleura, che si può manifestare fino a trent'anni dopo l'esposizione alle sostanze tossiche che danno forma alle microfibre che compongono l'amianto.
Raccogliendo testimonianze, catturando le azioni quotidiane e i momenti di convivialità dei protagonisti involontari della storia terribile di un avvelenamento colpevole di migliaia di individui, il documentario offre un commovente tributo alla lotta delle vittime della multinazionale.

Polvere, il grande processo all'amianto, 2011
Italia-Belgio-Svizzera-Francia, 85’
Regia: Niccolò Bruna, Andrea Prandstraller
Produzione: Graffiti Doc, Amka Films Productions, SRG SSR idée suisse, Iota Production, RTSI Televisione Svizzera, ARTE France, RTBF

Fonte: Arte TV

Video (disponibile online per intero fino al 6 dicembre 2011)

Estratto video dal processo in corso a Torino

Traduzioni a cura della Redazione di Effettoterra

 

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