Eolico: un 2009 estremamente positivo

L’Anev (Associazione nazionale energia del vento) ha diffuso i dati di bilancio della potenza eolica installata in Italia nell’anno appena chiuso e fornisce dati in continua crescita, che fanno registrare un record per l’Italia, che la pone in terza posizione in Europa per energia eolica in sesta nella classifica mondiale dei produttori eolici.

Molte volte si è detto che nonostante la crisi economica le energie rinnovabili non avrebbero trovato bruschi stop nella loro espansione, e con i dati forniti dall’ Anev questa teoria è decisamente sostanziata. I dati consuntivi del 2009, pubblicati congiuntamente dalle associazioni italiana, europea e mondiale, dimostrano il dato di crescita a tutti i livelli. Secondo le statistiche dell'EWEA (European Wind Energy Association)  l'Europa ha raggiunto i 74.767 MW installati, l'Italia i 4.850 MW di potenziale eolico, permettendo di posizionarsi al terzo posto in Europa per MW da fonte eolica prodotti, con una crescita del 30% rispetto allo scorso anno.
I record assoluto in Europa è detenuto dalla Germania con 25.777 MW ed una crescita dell'8%, seguita dalla Spagna con 19.149 MW , il 14% in più rispetto al 2008.
Il GWEC (Global Wind Energy Association) ha annunciato con soddisfazione che il Potenziale Eolico Mondiale è cresciuto del 31% nel 2009 con il primato di USA, Cina e India.
L'anno appena concluso ha fatto registrare quindi per il settore eolico italiano un nuovo record assoluto sia in termini di nuova potenza installata che ha raggiunto 4.850 MW, sia per quanto riguarda la produzione elettrica pari a circa 6,7 TWh equivalenti ad oltre il 2,1% del Consumo Interno Lordo.
L’Anev sottolinea nel comunicato di presentazione dei dati:
“il nostro Paese ha oramai il passo del resto del mondo e che, seppur ancora non al livello dei principali mercati europei, è in linea con il raggiungimento degli obiettivi Comunitari in tema di rinnovabili al 2020. I dati del 2009  sono in linea con gli obiettivi settoriali, e consolidano il dato del 2008, consentendo all’Italia di rimanere nell’eolico il terzo Paese in Europa e il sesto nel mondo, nonostante il quadro normativo del settore non sia ancora stato definitivamente completato.”
L’unica lacuna, che al contempo rappresenta una potenzialità da tenere in considerazione, è rappresentata proprio dal quadro normativo giudicato carente dalle associazioni di categoria. Infatti le associazioni lamentano la mancanza di interventi strutturali massicci, che diano lo slancio finale ad un settore che finora è esistito e ha resistito grazie alla tenacia di investimenti privati e interventi locali sparsi e non coordinati.

Fonte: Anev

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