Pagina nera per la Groenlandia. Sì all’estrazione di uranio

Il parlamento della Groenlandia, giovedì 24 ottobre, ha votato ponendo fine a decenni di divieto di estrazione dell’uranio, per aprire il paese a investitori come Cina e Australia, desiderosi di sfruttare le sue vaste riserve minerarie.
 
La Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, grande quanto un quarto degli Stati Uniti, è ricca di risorse primarie. Fino ad ora aveva adottato politiche molto severe, soprattutto in materia di elementi radioattivi, bloccando di fatto anche l'estrazione delle terre rare, fondamentali per il settore. Il territorio della Groenlandia sotto l’aspetto geologico è molto interessante ed appetibile per gli investitori stranieri: questi infatti, in seguito al progressivo scioglimento dei ghiacciai, avrebbero individuato nuovi itinerari marittimi tra il Mare del Nord e la Groenlandia dove potrebbero essere situati giacimenti offshore di gas, petrolio e minerali rari.
Secondo il quotidiano britannico Guardian, il parlamento groenlandese ha stabilito, con 15 voti a favore e 14 contro, di consentire l'estrazione di uranio e di "terre rare", un gruppo di minerali essenziali per prodotti ad alto contenuto tecnologico - dalle turbine eoliche alle automobili ibride, fino agli smartphone. Mentre in parlamento si votava il ministro dell’Industria Jens-Erik Kirkegaard firmava l’accordo con la London Mining, compagnia britannica, ma la cui manodopera sarà prevalentemente cinese, che ha firmato con il governo dell’isola un accordo che permette l’estrazione mineraria, per 30 anni, in un giacimento a 150 chilometri a nord-est della capitale Nuuk.
Il ministro dell’Industria Jens-Erik Kirkegaard ha detto: “Secondo la compagnia la miniera può valere nove miliardi di corone. Il PIL della Groenlandia è di dodici miliardi di corone, dunque arriverebbe quasi a raddoppiarlo. Avrà un importantissimo impatto sociale”.
La politica di "tolleranza zero" sui minerali radioattivi era stata ereditata dalla Danimarca, ex dominatrice coloniale della Groenlandia, ma il governo dell'isola negli ultimi tempi aveva deciso di metterla in discussione soprattutto per contrastare la crisi economica e la disoccupazione che ha colpito il paese, popolato da circa 57.000 persone, per lo più di etnia Inuit.
I gruppi ambientalisti avvertono che l’apertura delle miniere di uranio potrebbe danneggiare seriamente l'ecosistema della regione artica. Gli antinucleari hanno protestato a Nuuk, Ilulissat, Aasiaat, Kangaatsiaq, Qassiarsuk, Qaqortoqe Narsaq, contro la fine della tolleranza zero e contro le miniere di uranio.
 
Fonte: theguardian.com
 
 
<p>Oltre a informazioni su<strong><em> uranio groenlandia, terre rare groenlandia </em></strong><strong><em></em></strong><strong><em></em></strong>su Effetto Terra puoi trovare informazioni su risorse minerarie groenlandia, sfruttamento risorse groenlandia e iscriverti a <a href="/archivio-newsletter">newsletter</a>, <a href="/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche.</p>"

Pubblicato in


Mercato

Il mercato di EffettoTerra

Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.

EffettoTerra Newsletter

Iscriviti alla newsletter del portale

Archivio Newsletter