Il punto sulla deforestazione

Un piccolo viaggio nel complicato tema della deforestazione: dalle scuse del Sunday Times per aver  pubblicato nel Gennaio scorso, un articolo in cui smentiva il rapporto dell’ IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) sugli effetti dei cambiamenti climatici sulla deforestazione, alla certificazione Fsc, che garantisce la provenienza del legno da foreste gestite in modo sostenibile.

Il giornale ammette ora  la veridicità delle dichiarazioni contenute in un  rapporto del WWF, usato  dal (IPCC) nel 2007.

Il rapporto del  WWF  "Global Review of Forest Fires" metteva in guardia rispetto ad un circolo vizioso in cui i cambiamenti climatici, peggiorati dagli incendi forestali e dalla deforestazione, stessero aumentando la frequenza del fenomeno ambientale El Nino, che causa un clima più secco e aumenta a sua volta il rischio di incendi: secondo il rapporto fino al  40 per cento dell’Amazzonia sarebbe estremamente sensibile persino alle minime riduzioni sul totale delle precipitazioni di piogge. Il rapporto incriminato era basato sulle prove scientifiche del Amazon Environmental Research Institute (IPAM), ma la fonte non veniva menzionata come tale nel rapporto dell’IPCC, che fu accusato di allarmismo e di estremismo verde da diverse fonti eco-scettiche. Alle prese con il fenomeno devastante della deforestazione, che va attribuito in parte alla siccità, ma in cui un ruolo altrettanto importante è svolto dall’uomo e in particolare dall’utilizzo irrazionale delle risorse naturali, è sicuramente  di fondamentale importanza che il problema venga riconosciuto, e pur se con qualche ritardo è apprezzabile anche che venga ammesso un errore.
La deforestazione, attraverso l’espansione sconsiderata di alcune coltivazioni, lo sviluppo delle infrastrutture, i disboscamenti e gli incendi, è responsabile di circa il 20% delle emissioni globali di gas che provocano l’effetto serra, più dell’intero settore dei trasporti e seconda solo al settore dell’ energia. Tenere a freno l’impatto dei cambiamenti climatici al giorno d’oggi significa per forza limitare le emissioni causate dalla deforestazione.
E’ di questo che si occupa il programma delle Nazioni Unite “UN-REDD” (Reducing Emissions from Deforestation and Forest Degradation), nato nel Settembre 2008 proprio per assistere i paesi in via di sviluppo nell’attuazione delle strategie REDD-plus.
Il REDD rappresenta uno sforzo volto ad attribuire un valore finanziario al carbonio stipato nelle foreste, offrendo incentivi per i paesi in via di sviluppo che riducano le emissioni provocate dalla deforestazione. E’ previsto che i flussi finanziari per le riduzioni di emissioni dal REDD+ possano arrivare fino a 30 milioni di dollari all’anno. I primi piani messi in atto dal meccanismo REDD sono stati progettati in Bolivia, Democratic Republic of Congo (DRC), Indonesia, Panama, Papua New Guinea, Paraguay, United Republic of Tanzania, Viet Nam and Zambia.
Il potenziale di questo programma è enorme, ma è evidente che perché possa essere sfruttato al meglio va affiancato a politiche ambientali che tentino di limitare anche le emissioni causate dai carburanti fossili.

 
Attenti al marchio!

Ma ci sono altri accorgimenti che possono renderci tutti più attenti e sostenibili, persino in casa nostra. Dal 2001  in Italia si è costituito il gruppo FSC-Italia, che fa riferimento al più anziano FSC (Forest Stewardship Council), un’organizzazione non governativa che e no-profit che conta circa 800 membri internazionali tra cui Wwf, Legambiente, Green Peace, che riunisce anche proprietari di foreste, industrie di trasformazione del legno e della carta, gruppi della grande distribuzione organizzata come Ikea e Castorama, ricercatori, tecnici e comunità locali e che ha creato un marchio che identifica i prodotti che contengono legno e carta provenienti da foreste gestite secondo rigorosi criteri di protezione ambientale e responsabilità sociale ed economica.
Per svolgere la sua missione il Gruppo FSC ha definito per primo un sistema di certificazione volontario e indipendente riconosciuto e operante su scala internazionale che prevede due forme di certificazione complementari: quella della buona gestione forestale (FM) per i proprietari delle foreste e quella della catena di custodia (COC) per le imprese di trasformazione.
Per ottenere la FM devono essere rispettati 10 principi e ben 57 criteri, dettagliati e adattati alle condizioni locali e alla tipologia delle foreste,diversissima nelle varie aree del mondo: basti pensare all’Amazzonia rispetto alla Selva Nera. La certificazione della Catena di custodia (COC) garantisce la rintracciabilità dei materiali ed è indispensabile per etichettare con il logo FSC i prodotti certificati. Il logo assicura che il legno e derivati derivano da una foresta gestita con criteri di tutela ambientale, sociale ed economica e rispettino la natura e i lavoratori locali.
Infine, la certificazione FSC rientra nei criteri del Green Public Procurement (GPP). Si tratta del “Piano d’azione per la sostenibilità ambientale dei consumi nel settore della Pubblica Amministrazione” approvato lo scorso anno. Sono già numerosi i bandi di gara di Enti pubblici che richiedono espressamente forniture in legno e/o carta certificati secondo gli standard del Forest Stewardship Council, assegnando alle aziende fornitrici che li adottano punteggi più alti.

Fonti: GreenReport, TheEcologist, REDD, ElNinothemepage, Megliopossibile.

Oltre a informazioni sulla deforestazione, su Effetto Terra, puoi trovare informazioni su WWF,Ipcc,foreste, ambiente, Co2 e iscriverti a <a href="http://www.effettoterra.org/archivio-newsletter">newsletter</a>, <a href="http://www.effettoterra.org/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="http://www.effettoterra.org/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="http://www.effettoterra.org/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche."

Pubblicato in


Mercato

Il mercato di EffettoTerra

Turismo Responsabile

SOSTIENI L'AMBIENTE

Sostieni Effetto Terra: dona il 5x1000 a Eta Beta

Incontri formativi scuole

Eta Beta propone incontri per imparare come cambiare i comportamenti di consumo e come migliorare ogni giorno l’ambiente in modo efficace, con piccoli gesti.

EffettoTerra Newsletter

Iscriviti alla newsletter del portale

Archivio Newsletter