Illuminazione pubblica: i lampioni smart

Nel periodo dell’austerità e dei tagli finanziari i Comuni italiani sono costretti a diventare versatili e perché no, anche più virtuosi. Alcune amministrazioni comunali, come Prato, San Giovanni in Persiceto (BO), Mantova o Barletta, hanno installato nelle vie cittadine dei lampioni intelligenti polivalenti che illuminano i viali, ma “erogano” anche servizi utili alla cittadinanza.
 
Dal segnale wi-fi al carica batteria per auto e bici elettrica, ai servizi sulla viabilità fino a misurare il tasso d’inquinamento presente nell’aria.
È Prato il primo Comune italiano che ha cambiato orientamento, installando 60 pali muniti di videosorveglianza a risparmio energetico – con un taglio del 35% di costi di gestione – che dosano la luminosità in base all’orario e alla circolazione. Noti come centraline multitasking i lampioni di nuova generazione – a risparmio energetico – sono dotati di servizi intelligenti che aiutano l’utenza che si trova o sostano nelle sue vicinanze. Da nord a sud, Prato, San Giovanni in Persiceto, Barletta e Mantova hanno allestito sistemi d’illuminazione che riducono i costi energetici nel bilancio cittadino e allo stesso tempo interagiscono con i pedoni o automobilisti fornendo servizi che evitano altre spese aggiuntive. La luce può essere sfruttata per visitare il Web, alimentare la batteria dei mezzi elettrici o informarsi dai pannelli digitali sulle informazioni della viabilità, ma l’azione sorprendente è data dalla sua peculiarità di registrare i livelli di Pm10 nell’aria. Nella provincia di Mantova il 70% dei Comuni hanno varato un piano che prevede l’installazione di 50mila lampioni smart nei prossimi mesi. Complessivamente, in Italia, su un totale di 10 milioni di punti luce, circa il 3% delle luminarie è già a risparmio energetico, con sistemi di telegestione e servizi integrati. L’associazione Cielo Buio ha calcolato che in Italia il consumo dell’illuminazione pubblica pro-capite tocca i 105 chilowattora, contro la media dell’Unione europea di 51. Siamo secondi solo alla Spagna. Occorre che le grandi città italiane – come Milano, Roma o Torino – abbraccino le politiche dei Comuni più piccoli, ma forse più lungimiranti. Infine, una start up italiana, la Is TECH, ha in fase di studio un progetto – Apa – che prevede la costruzione di lampade capaci di catturare e azzerare le polveri sottili.
 
Fonte: ambiente.ecoseven.net, classmeteo.it
 
 
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