ILO: Il lavoro minorile diminuisce, ma la strada è ancora lunga

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) il numero dei bambini lavoratori in tutto il mondo, si aggira intorno a 168 milioni. Meno rispetto 215 milioni del 2008. 16Sempre troppi! Conseguenza della povertà, che ne compromette l’istruzione e la sicurezza.
 
Nel mondo circa 168milioni di minori lavorano, spesso a tempo pieno, e sono privati di un’educazione adeguata, una buona salute e del rispetto dei diritti umani fondamentali. Di questi, circa 85 milioni in confronto ai 171 milioni (dati ILO 2008) sono esposti a forme di lavoro particolarmente rischiose, che mettono in pericolo il loro benessere fisico, mentale e morale. Inoltre circa otto milioni di minori sono sottoposti alle peggiori forme di lavoro minorile: la schiavitù, il lavoro forzato, lo sfruttamento nel commercio sessuale, nel traffico di stupefacenti e l’arruolamento come bambini soldato in milizie.
Nel gruppo di età 5-14, circa 53 milioni di bambini (circa un terzo) svolge lavori pericolosi per la salute e la sicurezza. La maggior parte dei bambini che lavorano sono impiegati nel settore agricolo e solo uno su cinque è retribuito. La stragrande maggioranza dei minori non viene pagata in quanto lavora con la famiglia per sostenerla a livello produttivo.
La popolazione di bambini e adolescenti dai 5 a 17 che lavorano, è più grande dell’intera popolazione di Bangladesh (152,5 milioni), Russia (143,5 milioni), Giappone (127,3 milioni) e Messico (118,4 milioni). Rappresentando più del doppio degli abitanti coimplessivi di Germania (80,5 milioni), Francia (66 milioni), Regno Unito (63,7 milioni) e Spagna (46,7 milioni).
Confrontando le distribuzioni regionali, i maggiori progressi sono stati rilevati in Asia e nell’area del Pacifico, dove il numero dei minori lavoratori è diminuito di 4 punti percentuali nel corso degli ultimi quattro anni, (nel 2004 era stato rilevato più del 18%). I progressi più lenti si registrano in Africa Sub-Sahariana, l’unica regione in cui si è verificato un aumento del fenomeno, passando da 49,3 milioni a 58,2 milioni.
La riduzione del fenomeno del lavoro minorile è stadovuta ad un leggero aumento delle ratifiche delle Convenzioni ILO che hanno mobilitato lavoratori, imprenditori e governi nazionali, attraverso una azione concreta dei parlamenti, delle organizzazioni non governative, delle autorità locali, dei consumatori e dell’opinione pubblica in generale. Un vero e proprio movimento mondiale contro il lavoro minorile. Numeri migliori, ma che sottendono una sottile tristezza, rendendo palesemente incompleto il raggiungimento di uno degli obiettivi dell'ILO. Quello di eliminare il lavoro minorile entro il 2016. Obiettivo che si scontra con volontà politica e finanziarie reticenti ad eliminare la desolante piags dei bambini lavoratori.
 
Fonte: traduzione da money.msn.com
 
 
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