L’inquinamento occidentale è causa della siccità in Africa

Uno studio dell'universita' di Washington pubblicato da Geophysical Research Letters ha trovato la relazione tra la peggiore siccita' del ventesimo secolo in Africa e i gas inquinanti emessi per decenni dalle fabbriche dei Paesi industrializzati.
 
Gli effetti della siccità nel Corno d’Africa, soprattutto in Ciad, Somalia, Gibuti, Kenya e buona parte dell’Etiopia, hanno assunto in questi ultimi decenni proporzioni bibliche, e non solo per il grande esodo di popolazioni verso sud, i campi di accoglienza, per lo sfruttamento eccessivo delle risorse in uno degli ambienti più fragili del pianeta, il sovrapascolamento e pessime pratiche agricole. Recentemente la maggiore causa a cui si può imputare il riscaldamento globale e l’inquinamento dell’aria nell’emisfero nord del pipaneta sembra essere lo sviluppo industriale dei paesi più ricchi. Infatti uno studio dell'universita'di Washington pubblicato da Geophysical Research Letters ha dimostrato la relazione tra la peggiore siccita' negli ultimi trent'anni in Africa, che ha flagellato l'intero continente e i gas inquinanti emessi per decenni dalle fabbriche dei Paesi industrializzati. I recenti periodi di siccità, hanno fatto sì che la sicurezza alimentare in Africa stia toccando i livelli più bassi della storia di questo tormentato continente, rendendo inefficaci anche le più sofisticate strategie specificatamente adottate per farvi fronte.
La situazione è particolarmente grave nel Corno d’Africa dove ai 13 milioni di persone minacciate dalla grave carenza alimentare causata dall’ultima crisi, si aggiungono i 70 milioni di persone, circa metà della popolazione della zona, che già soffrono di insicurezza alimentare cronica. In particolare, Gibuti, Eritrea, Etiopia, Kenya e Somalia potrebbero nei prossimi mesi essere colpiti da una emergenza umanitaria senza precedenti.
La siccità nella regione ha riguardato, in particolare, le aree agricole e quelle adibite al pascolo, colpendo al cuore l’economia dei paesi in questione.
La produttività delle terre si è dimezzata riducendosi ancora di più in alcune zone (come nello Altopiano Etiopico che ha perso la produzione agricola di due stagioni).
Le cause sono dovute alle polveri emesse dalle industrie del carbone negli USA e in Europa durante gli anni ’60, ’70 e ’80, che hanno comportato il raffreddamento dell’intero emisfero nord, spostando le piogge tropicali verso sud, così che le stesse non hanno potuto raggiungere la regione del Sahel.
Non è un caso quindi che quando in Usa ed Europa sia stata approvata la legge contro l’inquinamento atmosferico, in Africa la siccità si sia attenuata.
Il ricercatore-capo Yen-Ting Hwang, studente con dottorato in scienze atmosferiche dell'universita'di Washington scrive: “Pensiamo che le persone debbano sapere che le particelle emesse nell’atmosfera dall’inquinamento, non solo inquinano localmente  ma hanno anche degli effetti climatici in zone per noi remote: e particelle di solfato che vengono emesse dalla combustione di carbone, creano ‘un offuscamento’ dell’aria che riflette la luce del sole e crea inoltre nuvole più durature e riflettenti. Le persone che vivono nell’emisfero nord non si accorgono del raffreddamento della temperatura perché è bilanciata dal riscaldamento provocato dall’effetto dei gas serra. Quantomeno la buona notizia è che la legislazione anti-inquinamento abbia avuto una qualche efficacia.
 
Fonte: ansa.it, meteoweb.eu
 
 
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