Fumetti – Dal burka ai rifiuti di Napoli, intervista a Sbadituf

Abbiamo intervistato Simona Bassano di Tufillo conosciuta con il nome d’arte “Sbadituf”, disegnatrice di fumetti e vignettista napoletana. Nelle sue tavole i pochi tratti e le parole, condite dall’ironia, si mescolano ad un impegno civile, capace di abbassare il velo su ingiustizie e silenzi, sia che tratti la condizione femminile, sia i rifiuti. L’uso di una forma, il fumetto, spesso considerata superficiale, è lo strumento di denuncia, sensibilizzazione e presa di coscienza individuale scelto.

Nella tua attività di vignettista e fumettista hai sempre trattato temi di grande impatto sociale, penso a “Burka”, sulla condizione delle donne afgane, o al tuo impegno in  “Comics x Africa”, raccolta fondi per scopi umanitari. Cosa pensi che possa fare questa forma d’arte per sensibilizzare e comunicare sulle tematiche del rispetto dell’uomo e dell’ambiente ?
Molto. Il fumetto e in particolare la vignetta è un medium di impatto immediato. Colpisce, resta in testa molto più della letteratura, del cinema, del cartone animato. Solo la pubblicità può competere col fumetto per i tempi di fruizione immediati. Le nuvolette possono costituire un ottimo mezzo per sensibilizzare, purché si riesca a porgere le tematiche da affrontare da un’ottica straniante che stupisca e quindi attragga l’attenzione.

Dall’impegno sociale ai rifiuti, in Star - Trash i protagonisti della vignette sono i sacchetti dell’immondizia campani, a cosa ti sei ispirata e quali sono i motivi che ti hanno spinto a disegnare queste avventure ?
Mi sono affacciata dalla finestra di casa, come tutti gli artisti napoletani prima di me. Solo che loro vedevano dalla finestre sole e mare, io invece vedevo sole, mare e una montagnella di rifiuti che cresceva sempre più. E io osservavo i sacchetti della spazzatura, sempre gli stessi più i nuovi, ogni giorno. Alcuni sacchetti, quelli che stavano lì da più tempo, ormai li riconoscevo, chi dal colore, chi dalla forma. Mi accorgevo di piccoli spostamenti e capitomboli dovuti all’aggiunta dei nuovi sacchetti ogni giorno. Mentre tutto il mondo parlava di loro, i sacchetti se ne stavano tutti lì, mogi e perplessi, scombussolati anche loro, si vedeva, da questa interruzione di una consuetudine di raccolta e smaltimento perpetuatasi per intere generazioni di sacchetti… e ora più nulla. Stando lì in attesa di essere raccolti, il tempo passava e loro hanno iniziato a guardarsi intorno, a interagire tra loro, a informarsi, a indignarsi. Per esempio per il fatto di essere sotto i riflettori loro, solidi, urbani e perbene, quando in Campania sono stati certificati 2550 siti inquinati da rifiuti tossici e pericolosi per la cui bonifica nulla è stato fatto, nulla si fa, né esistono progetti futuri in merito.

Dopo aver realizzato “STAR–TRASH” che idea ti sei fatta sul tema dell’emergenza rifiuti in Campania ?
Solo lavorando a “Star Trash” ho iniziato a capire come stavano le cose: il mio editore, Lavieri, si trova nella provincia di Caserta, la zona più colpita dall’eco-mafia e mentre lavoravo al libro mi ha presentato molti cittadini informati e attivi nella lotta per l’ambiente. Prima, non sapevo molto di rifiuti tossici sversati abusivamente in lungo e in largo per il territorio campano. Certo, avevo sentito l’anno scorso una notizia che mi era parsa raccapricciante: la presenza di cromo esovalente nella falde acquifere. Io il cromo esovalente l’avevo sentito nominare solo nel film “Erin Brockovich”, quello con Julia Roberts, su uno scandalo americano in cui fu coinvolta un’industria che lo sversava nelle acque di una zona dove vivevano in fattorie una decina di famiglie, poi dimezzate da tumori rari. Ma questa notizia l’hanno data solo un tg mediaset di mezza mattinata e un quotidiano locale poco letto. Poi il silenzio. Forse perché in questo caso il numero delle vittime era ben altro che una decina di famiglie. Quello che mi si è rivelato in grande chiarezza attraverso l’emergenza rifiuti in Campania è che il sistema democratico è fortemente incrinato e che il diritto ad un’informazione imparziale è praticamente inesistente. Così come è stato calpestato il diritto alla salute, a vivere in un ambiente salubre. E’ intollerabile che ciò accada in uno stato di diritto. Per fare un esempio, si può essere a favore o contro i termovalorizzatori, ma non è possibile che continui a passare la notizia che si tratta dell’unica soluzione possibile perché semplicemente NON E’ VERO. Anzi, ci sono sistemi, come il trattamento a freddo dei rifiuti, che non hanno impatto sulla salute e che sono più adatti sia al territorio (densamente popolato, sismico) che alla situazione (non dimentichiamo i cumuli infiniti di eco-balle imbruciabili che  anche il tanto decantato inceneritore di Brescia non può bruciare). Raccolta differenziata e trattamento meccanico-biologico a freddo: questa è la strada più veloce per uscire dall’emergenza. Però, guarda caso, nessuno ne parla, visto che attraverso una deroga dell’ultimo minuto al Decreto Bersani, la costruzione di un inceneritore beneficia di incentivi europei per le energie rinnovabili, e gli interessi in ballo sono tornati ad essere molto alti. E quindi costruiamo 18 inceneritori, con l’aiuto dell’esercito, quando nessuna delle ecoballe accumulate può essere bruciata.
Ma è ancora definibile democrazia il praticare scelte di forte impatto sanitario e ambientale per l’interesse di una manciata di imprenditori? Dov’è la differenza con la Camorra?

Le tue opere hanno la capacità di portare chi osserva i tuoi lavori dal sorriso alla messa a fuoco delle questioni fondamentali contemporanee dello sviluppo sostenibile, inoltre nella tua esperienza sono presenti laboratori didattici con scolaresche. Come pensi che possa essere trasmesso, oltre che con l’ironia, un messaggio di maggiore attenzione e coinvolgimento su temi ambientali e sostenibili ?
L’ironia è un modo per portare l’occhio di bue su una questione, senza pretesa di scientificità. Dopo di che, bisogna integrare con notizie chiare, serie, dirette e molto ben documentate per coinvolgere la gente con cognizione di causa. Le persone non sono indifferenti, né stupide. Solo sono tenute sotto sedativi cerebrali con l’aiuto della tv e di tante contingenze quotidiane (traffico, orari di lavoro, problemi vari). Ma basta poco per risvegliare le coscienze. Come predisse a suo tempo Marshall MacLuhan, siamo oggi nell’era della galassia elettrica, nell’epoca del coinvolgimento, dove tutto è intercomunicante e c’è voglia di sapere, di essere presenti, partecipi. I mezzi per comunicare ci sono tutti, dobbiamo solo usarli nel modo giusto, per il fine giusto.

In futuro, se non ci hai mai pensato o non hai già in cantiere qualcosa, ti piacerebbe cimentarti in una graphic novel e su cosa, o continueresti a trattare questi temi attraverso le vignette?
Non so se mi sia venuta la savianite acuta, ma ormai ho capito che non mi interessa lavorare su temi futili o comunque poco aderenti alla realtà. Sono in un periodo di forte adesione all’utilitarismo. Con buona pace di Flaubert e dell’art pour l’art.  In realtà il mio territorio fumettistico d’elezione non è la vignetta ma la striscia. E ho in cantiere (aspetta da anni ormai, continuo a limarlo nel tempo libero) un progetto di un volume a strisce di cui non parlo per scaramanzia (sono pur sempre napoletana…).  La graphic novel non è proprio il mio genere. Mi viene sonno solo a pensarci.

Infine qual è un maestro del fumetto con cui rifaresti volentieri una delle tue tavole ?
Charles M. Schulz, l’autore dei “Peanuts”: il più grande fumettista di tutti i tempi che con una manciata di bambini e un cane pensante ci ha regalato il messaggio più attuale e utile ai fini della sopravvivenza della specie: l’amore per l’altro da sé.

Simona Bassano di Tufillo in arte “Sbadituf”
Nata a Napoli. È laureata con lode in Arti Visive al D.A.M.S. di Bologna e in Grafica presso l'Accademia di Belle Arti di Napoli. La specializzazione in Conservazione e Valorizzazione dei Beni Culturali, le ha permesso di curare numerosi progetti di valorizzazione del patrimonio storico-artistico specializzati per l'infanzia. Conta all'attivo alcune mostre collettive del movimento artistico Direzione Obbligatoria, da lei fondato, che si basa sui principi di pluralità, ironia e impegno.
Nel 2007 ha pubblicato "Burka!" per Donzelli, tradotto in Francia da Editions de la Martinière (2008): un contributo spiritoso e tagliente alla descrizione della vita quotidiana a Kabul, nato dal confronto con una giornalista afghana (Mujahed Jamila) da anni impegnata sul fronte della difesa dei diritti umani femminili. Il libro è sponsorizzato da Amnesty International.
Da aprile è in libreria "STAR TRASH - Sacchetti in mondovisione" per Lavieri Editore: l’emergenza rifiuti in Campania da un’insolita, esilarante visuale: quella dei sacchetti della spazzatura, che lasciati in strada per settimane, hanno ormai preso coscienza di sé e di una situazione incresciosa di cui costituiscono solo la punta dell’iceberg.

http://www.sbadituf.splinder.com/?from=0
Guarda la fotogallery degli allestimenti per le presentazioni di STAR TRASH, presso le librerie Feltrinelli.

Oltre a informazioni su emergenza rifiuti a Napoli, su Effetto Terra, puoi trovare informazioni su sbadituf, Simona Bassano di Tufillo, e iscriverti a <a href="http://www.effettoterra.org/archivio-newsletter">newsletter</a>, <a href="http://www.effettoterra.org/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="http://www.effettoterra.org/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="http://www.effettoterra.org/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche."

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