La montagna ritrovata

Le montagne sono spesso viste come un luogo di criticità (mancano i servizi, sono interessate da imponenti flussi migratori interni), oppure rappresentano nell’immaginario collettivo i set di imprese eroiche, o ancora la meta ideale dove trascorrere momenti di svago, turismo e sport en plein air. Un’analisi semplicistica e che non tiene conto del dato più interessante, le montagne sono una risorsa. Di questo abbiamo parlato con chi la montagna la conosce, la vive, la preserva e ne trasmette quotidianamente con amore una visione più aderente alla realtà, Silvio Lungo Vaschetto, Presidente CAI Sezione di Asti.
 
Secondo il rapporto “La montagna perduta. Come la pianura ha condizionato lo sviluppo italiano”, Franco Angeli Editore, 2016; a cura di Gianfranco Cerea e Mauro Marcantoni,  il nostro paese negli ultimi 60 anni ha visto la popolazione aumentare di 12.000.000 di unità, mentre i residenti in montagna sono scesi di 900.000. Allora perché e come la montagna può diventare una risorsa?
 
Presidente, come opera il CAI Sezione di Asti per rispondere a questo quesito?
La montagna deve diventare una risorsa, soprattutto nella prospettiva indicata da tutti come vincente: il turismo come volano dell’economia del futuro e una crescita basata su queste potenzialità. La bellezza degli ambienti alpini, la biodiversità, il ritrovamento di luoghi di benessere visivo e mentale dove interrompere lo stile di vita urbano. Il silenzio e la possibilità di confrontarsi con essa e scoprirla sono temi da proporre alla nostra società urbana.
 
Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati per quest’ultima parte di 2016?
La vera sfida è il ricambio generazionale.  Stiamo cercando di avviare iniziative più coinvolgenti, soprattutto nei confronti delle famiglie. Siamo convinti che la montagna sia un ambiente sano e positivo per i giovani, dove possono fare attività sportive in un contesto sociale che è il nostro Sodalizio. Il tutto sempre svolto nella massima sicurezza.
 
La sezione del C.A.I. di Asti vanta un’antica e nobile tradizione, ora supera ampiamente i  600 iscritti: non pochi in proporzione alla popolazione ed alla lontananza dalle montagne, se pensiamo che il punto più elevato nella provincia di Asti è il Bric Puschera (851 m).

Come spiega questo successo?
Le montagne sono ben visibili da tutte le città e i paesi della nostra provincia e forse già solo questo stimolo visivo ha messo la curiosità e la voglia di avvicinarsi agli ambienti alpini.  Non è sicuramente un caso in quanto la nostra Sezione è stata fondata nel 1921 e da allora ha sempre avuto un grande numero di appassionati.
 
Tra le numerose attività che proponete, scuola alpinismo, scuola di sci, palestra, biblioteca, escursionismo, sci, speleologia, ogni estate proponete la settimana verde.

Come nasce l’idea della Settimana verde, che quest’anno si terrà tra il 7 ed il 14 agosto 2016?
La settimana verde nasce oltre 80 anni fa con il nome di “Soggiorni estivi” e poi di “Accantonamento”. L'etimologia di quest’ultimo origina dal latino: "ad cantum" e dalla lingua del nostro Piemonte: "butesi ant in canton", ossia "accantonarsi" per ritrovarsi in piacevole convivialità a stretto contatto con la natura, lontani dalla "civiltà cittadina", dai suoi rumori, dall'inquinamento, dalla frenesia e dall'ansia.
Oggi il nuovo termine di “Settimana verde” rispecchia maggiormente l’impostazione più moderna, infatti il “campo base” non è più un rifugio di alta montagna, ma  un hotel di fondovalle e l’attività escursionistica è alternata con turismo e cultura, senza peraltro sminuire l’elemento fondamentale che ha originato questa settimana di soggiorno: il contatto con la natura.

Quali sono le future prossime attività in cantiere?
L’attività del CAI per la seconda metà dell’anno seguiranno il normale andamento stagionale delle attività seguendo il regolare corso delle stagioni. Una novità per questa estate: Il CAI  di Asti propone dal 31/07/2016 al 09/08/2016 il Tour du Mont Blanc, una grande randonnée attorno al gigante delle Alpi attraversando tre stati: Italia, Svizzera e Francia. Partendo da Courmayeur passeremo da uno Stato all’altro valicando il Col del Gran Ferret, il Col de Balme ed il Col de la Seigne, attraverso sette valli ed innumerevoli colli minori, scoprendo panorami vari e spettacolari, ambienti affascinanti, ricchi di flora e fauna. L’itinerario proposto prevede delle varianti che determineranno tappe di maggior sviluppo e dislivello rispetto al tour classico, ed alcuni brevi tratti attrezzati.
 
La montagna oggi, o meglio “le montagne” oggi, rappresentano un grande laboratorio ed un altrettanto immenso patrimonio per progettare uno sviluppo del sistema Italia che faccia della sostenibilità il proprio asse portante fondato sull’attenzione all’ambiente. E voi sin dalla nascita (quest’anno il CAI Sezione di Asti compie 95 anni, essendosi costituito nel 1921) siete sempre stati sensibili e attenti alle tematiche ambientali. Il punto f dell. art. 3 dello Statuto indica tra gli scopi della vostra associazione “la promozione di ogni iniziativa idonea alla tutela e valorizzazione dell’ambiente montano”.

Avete delle iniziative in corso? Puo descrivercele? Collaborate con altre associazioni ambientaliste in tal senso?
La dislocazione territoriale della nostra Sezione ci ha invogliato a collaborare da diversi anni con Associazioni Culturali locali, Proloco, Comuni, Regione Piemonte e Provincia di Asti, per contribuire alla valorizzazione del territorio collinare del nostro Monferrato attraverso l’attivazione di una rete sentieristica che diventa un elemento sempre più determinante e ambito per favorire la frequentazione sportiva del meraviglioso territorio che ci circonda.
 
Tornando all’introduzione a questa intervista, gli ultimi dati rivelano come un’inversione di tendenza, i giovani tornano a vivere in montagna, si stia verificando al momento solo in Valle d’Aosta e Trentino Alto Adige.

Nella vostra esperienza avete testimonianza di casi analoghi, tra i vostri soci o per quanto visto durante le vostre attività?
Non ho a memoria casi, testimonianze da proporvi. Sicuramente sono situazioni positive e da incoraggiare. Il turismo montano sull’arco alpino occidentale ha ancora molti anni di ritardo sull’offerta turistica delle Dolomiti.

Infine se dovesse suggerire un percorso o un sentiero per fare scoprire i “valori” della montagna quale consiglierebbe a un “cittadino d’asfalto” e perché?
Non posso citare un solo sentiero per non fare un sgarbo a tutti gli altri. Invito però tutti i lettori ad avvicinarsi ai monti per quanto ne sono capaci e ne sono a conoscenza. Se vorranno andare oltre, per scoprire di più e per condividere in un contesto sociale e in tutta sicurezza allora gli dico di frequentare la sezione del CAI a loro più comoda e vicina. Assicuro belle giornate in montagna, nuove esperienze, nuove emozioni, nuove amicizie.
Quando affronterete un percorso riflettete su queste parole di Reinhold Messner: «Camminare per me significa entrare nella natura. Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai. La Natura per me non è un campo da ginnastica. Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi. Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori. Le alte montagne sono per me un sentimento».

CAI SEZIONE DI ASTI
La Sezione del C.A.I. di Asti rappresenta un vivace centro di aggregazione sportiva, ricreativa e del tempo libero. Risultando inoltre una delle più antiche e numerose associazioni di volontariato dell’intera Provincia e in quest’ambito si propone come il più autorevole e competente punto di riferimento per tutti gli appassionati di montagna.
www.caiasti.it

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