L'energia rinnovabile fai da te

Abbiamo intervistato l'Arch. Daniela Re della Rete per l'autocostruzione del solare termico, realtà che si pone da sempre l’obbiettivo concreto di diffondere i saperi, i materiali e la cultura per l’autocostruzione solare in Italia, promuovendo al tempo stesso nel paese questa forma di energia rinnovabile; anche in virtù dei recenti decreti attuativi per la riqualificazione energetica.

Da dove e perchè nasce la vostra idea di rete per l'autocostruzione del solare termico?
La nostra esperienza di autocostruzione si inserisce in un percorso portato avanti da più di 20 anni dall'AEE di Villach (Austria), che ha diffuso la pratica dell'autocostruzione in Austria appunto. Ispirandosi alla loro formula, inizialmente tramite un progetto europeo portato avanti da Ambiente Italia, nel 2006 è stata costituita formalmente la nostra associazione, anche se l'attività viene portata avanti dal 2004. L'idea è: che un pannello solare per acqua calda sia una "macchina" relativamente facile da realizzare anche in proprio, e quindi, attraverso i nostri corsi di formazione, facciamo sperimentare la costruzione di un vero e proprio pannello.

Nel resto del mondo, gli esperti sembrano convergere sull’idea che per sostenere strategie di sviluppo sostenibile, ci vuole una forte volontà politica. Le formule di sgravio fiscale previste per l’efficienza energetica presenti nella legislazione italiana, sono secondo voi sufficienti. Sono un'ìndicazione di questa volontà oppure qual'è la realtà italiana?
Sicuramente gli sgravi fiscali sono un buon incentivo alla diffusione di una tecnologia come quella solare, che è scandalosamente assente nel nostro paese (in proporzione alle potenzialità). Per fare partire un mercato ci vuole sicuramente in questo caso una "pressione" iniziale, che può arrivre solo da un ente sovraordinato come il governo. D'altra parte è anche necessario una deburocraticizzazione delle procedure, in maneira che chi installa un pannello solare non sia un eroe delle carte bollate. A mio aparere il passo successivo non è l'incentivo fiscale (per un tecnologia che si ripaga da sola), ma l'obbligatorietà, cosa che, almeno per le nuove costruzioni, viene applicata da molti regolamenti edilizi comunali e dal dlgs 311/06, quando verranno pubblicati i decreti attuativi.

Che differenza c'è in questo campo tra l'Italia e altri Paesi del mondo?
Come dicevo i maestri sono gli austriaci, che contano più di 300.000 mq di pannelli solari termci installati in autocostruzione nel loro paese. Se la domanda era invece sui finanziamenti: sicuramente nazioni ben più fredde come Svizzera Austria e Germania hanno tassi di diffusione del solare termico molto superiori ai nostri. Per quanto rigurda l'area mediterranea, quindi in condizioni climatiche simili alle nostre, si segnala la diffusione capillare dei pannelli soalri in Grecia, Turchia; anche la Spagna ha avuto un tasso di crescita del solare termico interessante negli ultimi anni

Qual è il rapporto tra la rete e i territori?
Noi lavoriamo con dei nodi territorili (roma, milano, parma, lucca, torino, ecc) cercando di formare dei piccoli gruppi di acquisto, tecnici locali che possano aiutare gli autocostruttori ed organizzino eventi localmente. I nostri sono sempre organizzati in collaborazione con associazioni o enti pubblici del posto. Noi lavoriamo con la logica del mutuo aiuto , pertanto è fondamentale il rapporto col territorio.

Speciale decreti attuativi per la riqualificazione energetica

Per saperne di più sulla Rete per l'autocostruzione del solare termico

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