Ambiente Italia 2013. L'Italia oltre la crisi (e-book)

Il rapporto Ambiente Italia 2013 di Legambiente è stato presentato ieri a Roma ad un convegno cui hanno partecipato Vittorio Cogliati Dezza, presidente Legambiente, Edoardo Zanchini, vice presidente Legambiente, e Duccio Bianchi dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia.
 
L’Italia oltre la crisi, il titolo del report edizione 2013, che presenta un’analisi degli ultimi dieci anni di “non governo” del territorio e delle politiche sociali attraverso una serie di indicatori sociali e ambientali, proponendo idee e proposte concrete per avviare una economia low carbon attenta alle persone e ai territori. Ogni anno, il Rapporto Ambiente Italia elabora una serie di indicatori che restituiscono un’immagine aggiornata dello stato di salute dell’ambiente nel nostro Paese e nel resto del mondo. I dati dello studio ci raccontano un'Italia in crisi per politiche scellerate che hanno considerato l'ambiente come un freno per lo sviluppo economico o un lusso da rinviare a tempi migliori. Mobilità privata ai vertici, industria in crisi, dissesto idrogeologico senza freni, illegalità ambientale al top, concentrazione di polveri e metalli ancora elevati. Le città soffocano per traffico e smog; la raccolta differenziata arranca in buona parte del Paese nonostante i 1300 Comuni ricicloni e il calo nella produzione dei rifiuti dovuto alle politiche locali. Il dissesto idrogeologico incombe sulla vita delle persone e l’economia del Belpaese; l’occupazione cala drammaticamente con il settore manifatturiero e industriale ridotto al lumicino.
 
 
Questa crisi è figlia di politiche scellerate che hanno considerato l'ambiente come un freno per lo sviluppo economico o un lusso da rinviare a tempi migliori, ha dichiarato il presidente di Legambiente Vittorio Cogliati Dezza. Dalla crisi che sta attraversando il Paese invece si potrà uscire solo con idee differenti e con il coraggio di cambiare sul serio. Dobbiamo puntare a una alleanza tra lavoro e ambiente per cercare di rispondere adeguatamente alla drammatica situazione attuale per cui aumentano le diseguaglianze e la crisi climatica incombe. Oggi c’è una sola ricetta per uscire dalla crisi, ed è quella di una Green economy che incrocia le domande e i problemi dei territori, i ritardi del paese e le paure del futuro, le risorse e le vocazioni delle città e che vuole rimettere al centro la bellezza italiana”. “Forse addirittura più grave della crisi economica è la mancanza di idee per cambiare la situazione attuale, per restituire una speranza ai precari, ai giovani senza lavoro, a chi vive in città inquinate, ha dichiarato il vice presidente di Legambiente Edoardo Zanchini”. “Misurata sugli 8 indicatori quantitativi dell'Agenda Europa 2020 – ha dichiarato Duccio Bianchi, dell’Istituto di ricerche Ambiente Italia – l'Italia mostra una forte debolezza rispetto a molte altre società europee soprattutto sul fronte dell'inclusione sociale e della costruzione di una economia della conoscenza fondata sull'innovazione tecnologica e scientifica. Ma anche una inattesa opportunità sotto il profilo ambientale. Noto e peggiorato risulta il gap con gli altri paesi nella spesa in ricerca e sviluppo e nella presenza di industrie e servizi ad alto contenuto tecnologico. Ed è preoccupante che questo avvenga anche nei settori dove oggi l'industria italiana è tra i leader europei: nelle energie rinnovabili (ha il 13% del fatturato europeo ma genera meno del 6% dei brevetti). Con una spesa per l'istruzione in declino, abbiamo solo il 20% dei giovani laureati e scontiamo un quasi drammatico digital divide, con solo il 66% degli adulti che utilizza internet (a fronte dell'82% dell'Europa e di quasi il 100% dei paesi nordici)”.
 
Fonte: Legambiente
 
 
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