La biodiversità del Mediterraneo in pericolo

L’ultimo rapporto Iucn è preoccupante. La biodiversità del Mediterraneo è a rischio e l’Italia non sfugge alla “lista rossa”. L’agricoltura insostenibile, l’urbanizzazione, il turismo, l’inquinamento e l’introduzione di specie straniere stanno mettendo in serio pericolo la biodiversità italiana.
 
L’Unione mondiale per la conservazione della natura (Iucn) ammonisce i 27 Paesi UE per la scarsa difesa in favore della biodiversità. L’ultimo rapporto dell’organismo mondiale rivela che l’inestimabile patrimonio naturale del vecchio Continente è a rischio. In Italia vive il 35% delle specie a rischio della famigerata Lista rossa europea e sono oltre 200 le specie minacciate: dalla lucertola delle Eolie alla lepre italica, fino al carpione del Garda e all'anguilla europea. Bisogna far presto se si vuole custodire ancora a lungo il nostro patrimonio naturale. Il Belpaese ospita circa 67.500 specie di piante e animali, circa il 4% di quelle del Pianeta. “La sopravvivenza di diverse specie è a rischio – afferma Antonio Troya – direttore del centro Iucn per la cooperazione mediterranea - nel momento in cui i loro habitat subiscono gli impatti negativi delle attività dell'uomo. Questa è una sfida importante che i politici europei devono affrontare. In quanto Stato membro l'Italia si è impegnata a fermare la perdita di biodiversità entro il 2020, ma è necessaria un'azione urgente per centrare questo target a lungo termine”. La causa maggiore di perdità di biodiversità in Italia è attribuibile al continuo degrado degli habitat – marini e terrestri – generati soprattutto dalle eccessive coltivazioni, contaminazioni e dall’importazione sconsiderata di specie killer aliene, nocive per quelle autoctone. Secondo Simon Stuart dell'Iucn “la conservazione funziona basta pensare al caso del recupero della lince iberica in Spagna, passata dai 94 individui del 2002 ai 312 nel 2011. L’Ue e gli Stati membri – termina Stuart – hanno bisogno di continuare ad agire per proteggere l'inestimabile patrimonio naturale dell'Europa e l’Iucn è pronta a fornire la base scientifica e il sostegno necessario per aumentare questi sforzi”.
 
Fonte: Ansa
 
 
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