Jeremy Rifkin e ”l’energia laterale” per un futuro sostenibile

Jeremy Rifkin, uno dei più grandi studiosi dell'impatto che i cambiamenti scientifici e tecnologici producono su economia, lavoro, società e ambiente, è stato, ieri, il protagonista di due incontri presso le sedi di Assolombarda e del Politecnico di Milano, dove si e discusso di sostenibilità, di sviluppo e di come uscire dalla crisi economica.
 
Jaremy Rifkin, ha tenuto una lezione introduttiva e ha partecipato al dibattito assieme alle personalità di spicco del mondo economico e imprenditoriale lombardo.
Nel Convegno si è discusso su come il sistema economico-produttivo italiano possa recuperare terrreno facendo leva sull’innovazione e la tecnologia, due fattori distintivi che hanno da sempre caratterizzato il successo delle imprese italiane nel mondo.
A Jeremy Rifkin sono succeduti negli interventi Leonardo Maugeri, docente J. F. Kennedy School of Government–Harvard University; Federico Golla, a.d. Siemens; Luigi Gubitosi d.g. RAI e Marco Patuano, a.d. di Telecom Italia.
Dall'integrazione verticale si passerà a quella laterale, con il potere che andrà ai singoli soggetti privati, capaci di produrre energia a costi marginali vicini allo zero. E questo sarà anche rivoluzionario per la produzione e per il mondo del lavoro, con la possibilità di creare milioni di nuovi addetti nel rifacimento delle case, nella costruzione delle reti, nello sviluppo delle tecnologie”: dice Rifkin.
Secondo Rifkin stiamo vivendo una “Terza rivoluzione industriale” nonchè il passaggio a un nuovo paradigma per la nostra società, non più basato sulla dipendenza energetica dal petrolio, ma capace di sfruttare a pieno le energie rinnovabili e mutare radicalmente i rapporti economici, la politica, l’ambiente, l’istruzione. In seguito all'esaurimento dei principali combustibili fossili e del petrolio e alle ormai obsolete tecnologie da essa alimentate, la conversione alle rinnovabili sarà tale che ogni cittadino da casa, dall'ufficio o da qualsiasi altro edificio potrà produrre energia da utilizzare in proprio o da condividere alla rete che lo collega a tutto il mondo. Seguendo l'esempio di internet, Rifkin vede il futuro del regime energetico in forma distribuita e collaborativa al contrario dell'attuale modello centralizzato e gerarchico. E con esso anche il nuovo assetto di potere che sarà sempre più laterale, organizzato in punti diffusi della società e attivo attraverso network.
Leonardo Maugeri, ex manager Eni ed economista, concentrato proprio sui temi dell'energia ribatte il pensiero dell’economista dicendo: “…questa visione non fa i conti con i costi e con le tecnologie, e nelle rinnovabili non siamo stati finora in grado di sviluppare alternative efficienti alle fonti fossili. Non dimentichiamo che la prima cella fotovoltaica risale al 1883 e oggi siamo ancora al 13-15% di efficienza nell'utilizzo dell'energia solare per produrre elettricità”. Un percorso lento, dunque, ben diverso, ricorda Maugeri, da quello realizzato nell'information technology, con brusche riduzione di costo e guadagni di produttività realizzati in pochi anni.
Con il dovuto rispetto – riprende la parola Rifkinmi pare che viviamo in mondi diversi, se ha ragione lei ha torto la Germania, che con le rinnovabili produce il 25% del proprio fabbisogno. Voi dovreste pensare alle future generazioni e pianificare il futuro piuttosto che vivere nel passato. Ma sull'Italia sono fiducioso e per il paese la Lombardia e Milano possono fare da apripista”.
Il guru della terza rivoluzione industriale al convegno ha parlato anche delle opportunità della transizione, dei cinque pilastri che possono generare una crescita economica “sostenibile e responsabile”:
  • il passaggio a fonti di energia rinnovabile;
  • la trasformazione del patrimonio edilizio di ogni Paese in micro-centrali energetiche per la raccolta di energia rinnovabile sul posto;
  • l’impiego dell’idrogeno e altre tecnologie di stoccaggio in ogni edificio e infrastrutture per immagazzinare risorse energetiche a intermittenza;
  • l’utilizzo della tecnologia di internet per trasformare la rete energetica di ogni Stato in una rete internet energetica che agisca come internet (quando milioni di edifici produrranno una piccola quantità di energia locale, sul posto, potranno rivendere il surplus di energia alla rete e condividere l’elettricità con i loro vicini di continente);
  • la transizione della flotta dei trasporti verso l’adozione di veicoli elettrici a plug-in e a pila a combustibile che possano acquistare e vendere energia basandosi su una rete intelligente, interattiva e continentale.
Fonte: ilsole24ore.com
 
 
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