Da Bruxelles la Commissione europea, annuncia che l’Italia, in base all’analisi dei dati inviati dai 27 stati membri, non raggiungerà l’obbiettivo del 20% entro il 2020 di energia prodotta da fonti rinnovabili. L’Italia è in compagnia di altri quattro stati nel detenere la maglia nera della classica. Nel complesso invece la Ue potrà andare anche oltre l'obiettivo del 20% prefissato.
Il dato è stato confermato ufficialmente l'11 marzo, a Bruxelles dalla Commissione europea, che ha pubblicato le previsioni inviate dai governi dei 27 Stati Membri riguardo alla produzione e importazione delle rinnovabili nei prossimi 10 anni in merito all'obbiettivo definito 20-20-20. Marlene Holzner, portavoce del commissario Ue all'Energia Guenther Oettinger, ha confermato nella conferenza stampa che gli stati membri riusciranno addirittura a superare l'obbiettivo. Secondo le proiezioni, si dovrebbe raggiungere il 20,3%. Si tratta, ha osservato la portavoce, di "un segnale molto positivo che dimostra come gli Stati Membri prendano sul serio la politica UE a favore delle energie rinnovabili".
L'Italia non concorre a raggiungere il risultato grazie alle sue politiche in merito, anzi usufruirà del surplus di energia prodotta da altri paesi per stare nella media, e ricorrerà all'importazione di "energia verde" per conseguire gli obbiettivi nazionali richiesti. Se nel complesso quindi, la Ue mantiene la scaletta che si era data, il Bel Paese arranca. La magra consolazione consiste nel fatto che l'Italia è in compagnia di Belgio, Danimarca, Lussemburgo e Malta nella classifica vista dal basso.
12 dei 27 Stati Membri (comprese Francia e Gran Bretagna) prevedono sia sufficiente la propria produzione nazionale di rinnovabili, e 10 tra cui la Germania, la Svezia, la Spagna e la Polonia riusciranno addirittura a superare il target. Il surplus generato, secondo la Direttiva 28 del 2009, potrà essere trasferito ad altri paesi ed ammonta complessivamente al 2% del totale di rinnovabili, con una punta del 2,7 per Spagna e Germania.
L'Italia comunque è quella che ha il gap maggiore e mette in evidenza una scarsa motivazione del nostro paese nel raggiungimento dell'obiettivo rinnovabili 2020 che, come si sa, è del 17% al 2020 (5,2% al 2005). Molti osservatori ritengono non adeguata la politica energetica italica notando come non ci sia un vero investimento politico e culturale che incida di più sull'efficienza energetica, e di come, nonostante si registrino i più alti incentivi nazionali di tutta l'Unione Europea, non si riesca a raggiungere obbiettivi che sono dati alla portata del paese. Una regolamentazione contraddittoria e probabilmente troppo "difficile" nell'iter normativo sono tra gli imputati maggiori. Inoltre, il Kyoto Club ed altre associazioni del settore, hanno in più occasioni fatto notare come le stime delle potenzialità fornite dall'Italia alla Ue, siano inferiori a quelle reali.
In ogni caso il governo italiano ha comunicato a Bruxelles che intende investire e generare posti di lavoro in paesi terzi (Albania, Montenegro, Svizzera e Tunisia) piuttosto che utilizzare tutto il proprio potenziale.
Entro giugno tutti i paesi membri dovranno consegnare alla Commissione Europea i loro Piani di Azione Nazionali sulle energie rinnovabili al 2020.
Per inciso, nella conferenza stampa di presentazione dei risultati Marlene Holzner, ha specificato che per l'Unione Europea: "le energie rinnovabili sono solo quelle derivanti da sole, vento, biofuel e biomasse. Quando parliamo di energie rinnovabili non parliamo mai di nucleare." Ricordando che l'Italia mira ad un mix di energie che invece comprende l'atomo, la portavoce precisa che la Commissione Ue non ha competenze in merito, ogni nazione può scegliere autonomamente "pertanto noi non interferiamo sulla scelta a favore o contro il nucleare. Ciò che per noi è importante è che vengano garantiti standard di sicurezza molto alti, perché ciò è un aspetto che riguarda tutti i cittadini della Ue."
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Il comunicato stampa della Commissione Europea: l'Unione Europea supererà il 20% di energia rinnovabile nel 2020
Fonte: Ansa, Qualenergia.
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