Ristorante di qualità in ospedale

Una collaborazione tra Slow Food e l’Ospedale di Asti “Cardinal Massaia”, fa sì che il menù ospedaliero diventi parte integrante della terapia, in una proposta con al centro la filiera corta, il biologico, la tracciabilità ed il risparmio.

Cibi genuini e locali o provenienti dalle terre confiscate alla mafia, riduzione degli sprechi alimentari e del conseguente aumento  della produzione di rifiuti (secondo stime CEE lo spreco degli alimenti in ospedale raggiunge il 40%) sono il rivoluzionario metodo scelto dall’ASL AT di Asti per migliorare il servizio giornaliero di fornitura di oltre 1500 pasti. Risparmiare sprecando meno è uno slogan, che ben si adatta alla realtà. "Abbiamo visto che durante i primi giorni di degenza – a parlare è il direttore generale Paolo Robino - i pazienti mangiano poco e male perché il cibo non è buono. Questo peggiora le loro condizioni fisiche proprio quando hanno bisogno di avere l'organismo al massimo dell'efficienza, portando ad un allungamento dei tempi di degenza e facendo lievitare i costi. Per evitare tutto ciò la cucina deve essere al top, cioè con un buon gusto e ottime caratteristiche energetiche". Per cui da pochi giorni nel nosocomio astigiano vengono serviti pasti con cibi sani e gustosi con maggiori qualità corroboranti in quanto, grazie alla filiera corta (prodotti prevalentemente locali che saltano la grande distribuzione), si mantengono inalterati tutti i principi nutrizionali senza agire in maniera negativa sulla salute. Piatti inconsueti come flan di cavolfiori con la bagna cauda, pasta trafilata al bronzo sono il risultato della scelta di utilizzare prodotti del territorio: verdure fresche, carni selezionate di pura razza piemontese, formaggi DOP come la robiola di Roccaverano, ma anche riso Carnaroli, pasta di Gragnano, olio ligure e le arance di Ciaculli, provenienti dalle terre di "Libera" espropriate alla mafia.
Il progetto ha visto la collaborazione di Slow Food, incontrando il favore della Regione, ed ha permesso all’amministrazione sanitaria alcuni primi lusinghieri risultati in termini di qualità  tramite l’apprezzamento dell’iniziativa da parte dei degenti, e di bilancio, diminuendo la spese in cucina senza differenziare i pasti tra pazienti e dipendenti. Sottolinea l'assessore all'Agricoltura, Mino Taricco “La proposta ben si pone all’interno degli atti di rafforzamento della filiera corta, previsti nella Finanziaria regionale 2008". Un provvedimento in via di definizione che intende sostenere la vendita diretta di prodotti agricoli al consumatore, al turista, ma anche alle mense dei servizi, attraverso diversi strumenti, dal commercio elettronico a punti vendita specifici.
Idee ambiziose in sintonia con quanto auspicato dal progetto “Il gusto della Salute”. Partorito dall’Associazione di C. Peterini per affrontare la criticità del vitto in clinica, fissa i principi essenziali per la riabilitazione dell’ammalato come sancito dalla Carta dei diritti del piacere, della convivialità e della qualità dell’alimentazione del malato, redatto dai partner del progetto. 

Fonte: Regione Piemonte, Slow Food.


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