Bioedilizia

Una mia amica che si sta laureando in architettura, sta preparando una tesi sulla bioedilizia, definizione con la quale vengono individuate innumerevoli discipline. Recentemente i confronti con lei e l'interesse verso le abitazioni a basso impatto energetico mostrato da parte di  istituzioni e singole persone  verso l'"architettura biologica", mi ha convinto dell'importanza di questa disciplina. Un campo che reputo doveroso di contributi e approfondimenti costanti per poter iniziare un cammino verso una consapevolezza della gestione delle risorse eco-sostenibile.

Inviato in

Inviato da Giulia DUrsi il 5 ottobre, 2007 - 16:05

Antonio | 8 ottobre, 2007 - 16:10

L'edilizia ecologica nasce come reazione alla grave crisi ambientale di cui l'attività del costruire è pienamente responsabile, incidendo per un terzo circa sul consumo totale di energia nel mondo. L'applicazione dei criteri di bioedilizia incontra ancora diverse difficoltà, i committenti per primi non sono abituati a pensare alle conseguenze ambientali delle proprie azioni. Tuttavia, si assiste ad un cambiamento nei comportamenti che nasce dalla paura per la propria salute e speriamo approdi ad una maggiore sensibilità verso i problemi ambientali. Le esperienze positive dei paesi del nord Europa dimostrano chiaramente che una coibentazione ben progettata e realizzata correttamente è la via più pratica e al tempo stesso più economica per la salvaguardia del nostro ambiente dai gas di scarico dei sistemi di riscaldamento a combustione. La scelta dei materiali isolanti e da costruzione appare di fondamentale importanza, in quanto influisce sull'ambiente e sulla salute degli abitanti. I materiali comunemente usati oggi richiedono grandi consumi d'energia, esauriscono le risorse naturali e nella loro composizione è lasciato ampio spazio ad innumerevoli sostanze nocive. Il consumo di energia primaria nella produzione è decisamente significativo nella valutazione ecologica dei materiali edili. In effetti se la fabbricazione e lavorazione di una certa quantità coibentante consuma alla fine più energia di quanta ne venga risparmiata sulla spesa di riscaldamento, questo sarebbe un cattivo impiego delle nostre sempre più esigue riserve energetiche future. Materiali tradizionali quali argilla, calce, pietra, fibre vegetali, sono tuttora abbondanti e le scorte di legname possono essere garantite o migliorate con la gestione equilibrata dello sfruttamento del bosco. Questi materiali sono facilmente riciclabili, producono poco o nessun inquinamento e, una volta terminata la loro funzione edile, vengono riassorbiti nei cicli naturali dell'ambiente. L'utilizzo di materiali naturali e di soluzioni tecniche volte ad una maggior qualità edilizia garantiscono basse spese di gestione e manutenzione, oltre a benefici in termini di salute. Ciò che si deve sviluppare è una nuova etica del costruire che riconosca il fondamentale rapporto tra l'ambiente costruito e l'ambiente naturale. Al raggiungimento di questo obiettivo tutti possono e devono partecipare; sia i committenti sia i progettisti sono in grado di cambiare il mercato attraverso scelte che rispettino i principi della vita.

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