Meno elettricità consumata nel 2009: un bene o un male?

Per la prima volta dal dopoguerra i consumi energetici mondiali sono calati e l'anno in corso si chiuderà con un meno 3,5% . E' il dato diffuso al G8 energia in corso a Roma. Rinvii anche per il nucleare, in freno l'investimento sulle rinnovabili.

Il compito della sessione del G8 aperta a Roma il 24 maggio è quello di fare il punto sulle energie e gettare le basi per lo sviluppo futuro. Certo, ogni componente che vi partecipa ha interessi di parte che non per forza coincidono con quelli del pianeta o delle tasche dei cittadini. Governi e imprese energetiche si confrontano ognuno con i suoi obiettivi a stretto contatto gli uni  fra gli altri. Il rapporto dell'International Energy Agency, evidenzia che nell'immediato la crisi ha portato a una riduzione del carico inquinante (6 per cento in meno di emissioni di anidride carbonica nel 2008 e una quota analoga nel 2009), ma nel lungo periodo i gas serra aumenteranno: "I bassi prezzi dei combustibili fossili e le difficoltà finanziarie possono portare a una riduzione degli investimenti nelle tecnologie pulite, aumentando il bisogno di centrali alimentate con i fossili". Nel 2009, aggiunge l'Iea, in assenza di interventi correttivi da parte dei governi si potrebbe registrare una caduta del 38 per cento degli investimenti nelle fonti rinnovabili, interrompendo un trend di crescita molto incoraggiante (più 85 per cento nel 2007). Il summit energetico è ancora in corso e gli obiettivi sul piatto delle trattative sono quelli di provare a uniformare le strategie globali per affrontare il cambiamento climatico globale che non può superare la soglia dei 2 gradi senza conseguenze catastrofiche; promuovere gli investimenti per la sicurezza energetica e lo sviluppo sostenibile e in ultimo dare energia al miliardo e 600 milioni di persone che non hanno accesso alla rete elettrica. Nel groviglio di trame politiche ed economiche è difficile comprendere quali saranno le conclusioni del summit, sta di fatto che l'orizzonte a cui tutti aspirano idealmente è quello fatto dalle energie rinnovabili che si dimostrano una delle soluzioni al cambiamento climatico e alla crisi, come ad esempio sostiene in diverse interviste l'amministratore delegato del Gse Nando Pasquali : "Le fonti rinnovabili hanno creato 2,3 milioni di posti di lavoro negli ultimi 5 anni e in Italia potranno dare nei prossimi anni 60-70 mila posti di lavoro". Il dubbio che viene naturale però conoscendo le politiche governative italiche e non solo consiste nel fatto di annoverare tra le energie pulite anche il nucleare, sarà anche questo dubbio condiviso sul tavolo comune?

fonte: Ansa

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