Il futuro green dell’Italia si cerca nel mini-Idroelettrico

Gli impianti di piccola taglia possono diventare il futuro della generazione idroelettrica, ma in Italia il potenziale di questa tecnologia è ancora ampiamente sottosfruttato nonostante i progressi tecnologici e gli incentivi.
 
È finita l'epoca dei grandi impianti idroelettrici. – spiega Lorenzo Battisti, esperto di sistemi di generazione di energia e professore associato all'Università di Trento – Se parliamo di siti di grandi dimensioni, quelli più interessanti, in Italia, sono praticamente tutti utilizzati e in più, da un punto di vista ambientale, non è più possibile fare quel tipo di interventi sul territorio. Al contrario, da qualche tempo, sia enti pubblici che privati stanno mostrando interesse verso impianti su piccoli corsi d'acqua o su rilasci di centrali esistenti e si stanno facendo strada tecnologie per cercare di sfruttare questo tipo di situazioni”.
Negli ultimi dieci anni gli impianti di piccola taglia in Italia sono passati dal 21 al 27% del totale della potenza installata, come veniva illustrato nel convegno "Rinnovabili 2.0: l'idroelettrico verso il 2015, una scommessa per il futuro del territorio" dello scorso dicembre a Milano. Un settore che il decreto Rinnovabili dell'anno scorso ha premiato con una quota di incentivi maggiore rispetto ad altre fonti rinnovabili.
Il micro-idro è una fonte rinnovabile ancora ampiamente da sfruttare e comprende gli impianti inferiori ai 100kW di potenza e fino a pochi kW.
E' sufficiente avere salti di 7/20 metri con poca o pochissima portata o piccoli salti con buona e costante portata d'acqua ed è possibile sfruttare anche la corrente dei corsi d'acqua. Agli inizi del secolo scorso molti laboratori artigiani utilizzavano semplici canali per azionare macchine utensili con piccole pale/mulini accoppiati a pulegge tramite cinghie di trasmissione. Esistono inoltre in commercio piccolissimi sistemi idroelettrici integrati, a partire da 0,2 kW di potenza, facilmente installabili in moltissime situazioni con salti e portate minime. Il vantaggio di questi piccolissimi sistemi è dato dal fatto che non è necessaria l’autorizzazione al prelievo delle acque e l’impatto ambientale è inesistente. Naturalmente devono essere utilizzati con un minimo di buon senso per evitare comunque uno spreco di acqua potabile che rimane una fonte preziosa.
Il potenziale di questi piccoli sistemi è completamente ignorato e quindi non esistono ricerche ufficiali in tal senso ma una valutazione empirica fatta da tecnici e liberi professionisti del settore rivela un potenziale tutt'altro che trascurabile.
Si può dire che esiste la convenienza a realizzare impianti di piccola taglia sopratutto dove le condotte già esistono insieme a salti e portate interessanti. Sotto questo punto di vista gli acquedotti rappresentano una delle più significative possibilità di sfruttamento, senza trascurare tutte le altre realtà idriche.
 
Fonte: corriere.it

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