OCEAN2012: Allarme pesca, il Mediterraneo è al collasso

Pesca eccessiva, inquinamento da fonti marine e terrestri stanno provocando il crollo di molti stock ittici nel Mediterraneo. 17 organizzazioni hanno ripreso l’allarme lanciato dal Comitato scientifico, tecnico ed economico della pesca europea (STECF).
 
Le 17 organizzazioni, tra i quali OCEAN2012 e WWF, avvertono: “Per la pesca nel Mediterraneo siamo vicini al punto di non ritorno. O si mettono immediatamente in atto misure per il recupero degli stock o assisteremo a breve a una crisi irreversibile delle risorse del nostro mare e dello stesso settore della pesca”.
L’allarme è stato lanciato, a pochi giorni da un importante voto europeo, in una lettera inviata l’11 ottobre agli europarlamentari italiani: La data fatidica per il futuro del mare è quella del prossimo 23 ottobre, quando il Parlamento europeo dovrà decidere se, nell’ambito del nuovo Fondo Europeo per gli affari marittimi e la pesca (FEAMP), ripristinare gli aiuti alla costruzione di nuovi pescherecci nonostante il gravissimo degrado degli stock ittici o aumentare le risorse per migliorare la gestione della pesca attraverso la raccolta dati, i controlli e il recupero degli stock.
Secondo i ricercatori dello STECF per ripristinare il livello di sostenibilità degli stock mediterranei, bisogna ridurre in media la pesca del 45-51%, con punte del 90% per la pesca del nasello in alcune aree. Per la pesca nei mari italiani poi, se possibile la situazione è ancora più preoccupante. Nel Tirreno centrale e meridionale, nell’Adriatico meridionale e nello Ionio tutti gli stock esaminati (cioè le popolazioni delle varie specie di pesci di interesse commerciale) sono sovrasfruttati.
Lo stato degli stock ittici nelle aree di pesca intorno all’Italia secondo lo Scientific, Technical and Economic Committe for Fisheries:
  • (GSA) 9 Liguria e Tirreno settentrionale. Tutti gli stock esaminati sono sovrasfruttati ad eccezione del gambero rosa. Per rispristinare ad esempio lo stock del merluzzo a livelli sostenibili la pesca dovrebbe essere ridotta dell’85%, quella dell’acciuga del 40%. Per lo stock della sardina basterebbe invece una riduzione solo dello 0.2%
  • GSA 10 – Tirreno Centrale e Meridionale. Tutti gli stock esaminati sono sovrasfruttati. Per rispristinare ad esempio lo stock del merluzzo a livelli sostenibili la pesca dovrebbe essere ridotta dell’86%, quella del Gambero viola del 35%.
  • GSA 11 – Sardegna. Tutti gli stock esaminati sono sovrasfruttati. Per ripristinare lo stock della triglia rossa la pesca dovrebbe essere ridotta dell’88%, quella del gambero rosso del 49%.
  • GSA 16 – Sicilia Meridionale. Tutti gli stock esaminati sono sovrasfruttati ad eccezione degli stock di Scampi e sardine. Per ripristinare lo stock dell’acciuga la pesca dovrebbe essere ridotta del 20%.
  • GSA 17 – Adriatico Settentrionale. Tutti gli stock esaminati sono sovrasfruttati  ad eccezione delle acciughe. Per ripristinare lostock della sogliola la pesca dovrebbe essere ridotta del 67%, quella del merluzzo del 90%.
  • GSA 18 – Adriatico Meridionale. Tutti gli stock esaminati sono sovrasfruttati. Per ripristinare lo stock della cannocchia la pesca dovrebbe essere ridotta del 74%, quella del gambero rosa del 53%.
  • GSA 19 – Ionio Occidentale. Tutti gli altri stock esaminati sono sovrasfruttati. Per rispristinare ad esempio lo stock del merluzzo a livelli sostenibili la pesca dovrebbe essere ridotta dell’82%, quella della Triglia dell’85%.
La Coalizione internazionale OCEAN2012, è composto da 185 organizzazioni di tutela ambientale, cooperazione e piccola pesca, tra i quali 16 sono italiane, tutte firmatarie, insieme al WWF, della lettera agli europarlamentari italiani.
  • 5 Terre Academy
  • BDRI (Bottlenose Dolphin Research Institute)
  • CISMAR (Centro Ittiogenico Sperimentale Marino)
  • CTS (Centro Turistico Studentesco e Giovanile)
  • FIPIA (Federazione Italiana Pesca in Apnea)
  • Fondazione Cetacea Onlus
  • Gas Pavia
  • Green Life
  • GRIS (Gruppo Ricercatori Italiani sugli Squali)
  • Legambiente
  • Marevivo
  • MedSharks
  • OCEANUS
  • Slow Food International
  • Stazione Zoologica Anton Dohrn
  • Tethys Research Institute
Fonte: greenreport.it; wwf.it
 
 
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