Orizzonte Nero: domande e risposte sulla marea nera

Greenpeace ha diffuso ieri un documento nel quale, attraverso sei domande e relative risposte, si propone di fare luce sul disastro ecologico in atto nel Golfo del Messico, evidenziando false notizie e resposanbilità di causa. Indice puntato verso il presidente Obama, reo di aver abrogato la moratoria durata 20 anni sulle nuove trivellazioni al largo della costa atlantica.


Riceviamo e pubblichiamo da Greenpeace.it
:
Decenni di maree nere non ci hanno insegnato niente. Dopo tante promesse di "rivoluzione verde" e Green Economy, agli inizi di aprile 2010, Barak Obama ha ridato il via alle esplorazioni petrolifere offshore negli USA, dopo una lunga moratoria.
Un pedaggio pagato alle lobby petrolifere per far passare un "Climate Bill"(la legislazione per la riduzione delle emissioni di gas serra) che riduce le emissioni degli USA solo del 4% rispetto al 1990 (anno di riferimento del Protocollo di Kyoto). Obama è stato subito ripagato da BP, proprietaria della Deepwater Horizon, con una marea nera che lascerà il segno.

Le nostre sei domande, con le loro risposte, ci fanno capire perché questo era un disastro annunciato:

1. Un incidente senza precedenti?

 

2. Una tecnologia all'avanguardia?

3. Mille barili al giorno di petrolio in mare?

4. BP pagherà tutti i danni?

5. Gli ecosistemi torneranno presto alla normalità?

6. Basta usare le migliori tecnologie per evitare questi disastri?

Scarica il documento "Orizzonte nero"

fonte: Greenpeace


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