Creare con il feltro: borse, pantofole, cappelli e accessori

Per Natale o in ogni altra occasione regalo, ma anche per se stessi, è possibile confezionare abiti e accessori senza ago né filo. Una piccola guida video su come, attraverso pochi e facili passaggi, utilizzando attrezzi "casalinghi", un po' di forza di braccia e dando piena libertà all’immaginazione sia possibile realizzare oggetti caldi, leggeri, ed impermeabili con il feltro.

Il feltro è il più antico tessuto non tessuto prodotto dall’uomo, ottenuto dalla lana, può definirsi una stoffa realizzata in pelo animale, prodotto con l'infeltrimento delle fibre. Il materiale che lo compone comunemente è la lana cardata di pecora, ma si può utilizzare anche qualsiasi altro tipo di pelo come cammello, capra, ecc. Tradizionalmente è del colore dei peli usati, ma si può produrne di colorato attraverso l’uso di tinture naturali. La cardatura è un'operazione che fa parte del processo di filatura della lana, consistente nel liberare dalle impurità, districare e rendere parallele le fibre tessili, al fine di permetterne le successive operazioni di filatura. I primi ritrovamenti di feltro risalgono al terzo millennio a. C. Usato da Greci e Romani per la confezione di abiti, copricapo, mantelli, in seguito ogni popolo lo adattò alle sue esigenze, le mitiche yurte (le tende) dei Mongoli, gli stivali (i valenki) per i Russi o i tappeti nel Kashmir e Ladack in India. Prima della rivoluzione industriale la cardatura veniva eseguita a mano ed il processo, deve il suo nome alla pianta del cardo, le cui infiorescenze seccate (coperte di aculei) venivano usate per questo lavoro. A seguito dell’invenzione della macchina a vapore, i processi produttivi si sono via via meccanizzati.
Utilizzando il feltro è quindi possibile confezionare abiti e accessori senza ago né filo. Una forma di artigianato tradizionale che può  trasformarsi, attraverso pochi e facili passaggi, utilizzando attrezzi "casalinghi", un po' di forza di braccia e dando piena libertà all’immaginazione in un’arte. Durante la lavorazione solitamente viene adoperata lana di pecora, talvolta mischiata con altri tipi di lana e a volte anche seta, poi, stese su delle stuoie, le fibre vengono bagnate con acqua calda, intrise di sapone e manipolate (battute, sfregate, pressate) fino ad ottenerne, con processi meccanici e chimici, l'infeltrimento. A questo punto viene “arrotolata” (follatura) e pian piano le fibre della lana si legano formando un tessuto. La loro legatura è data dalla compenetrazione delle microscopiche squame corticali che rivestono la superficie dei peli. Un processo progressivo ed irreversibile, che nasce dalla reazione chimica di un acido (lana) con un basico (sapone), dando vita ad un panno caratterizzato dall’essere caldo, leggero, ed impermeabile. Con questa tecnica, utilizzando sagome di plastica (di dimensioni circa 1/3 maggiori di quelle finali, in quanto la lana si restringe infeltrendosi) per dare la forma all’oggetto che si vuole produrre (nel caso di piccoli oggetti e possibile utilizzare ad esempio le forme dei dolci per tagliare la plastica nel profilo desiderato) è così possibile creare in proprio cappelli, pantofole, collane, pupazzi, anelli, borse, portacellulari, o qualunque altra opera la nostra fantasia ci porti a pensare. L’accortezza è quella di lavorare in negativo iniziando quindi ad esempio dalle decorazioni, cioè l’ultimo strato di lana che appoggeremo sui lati della sagoma, dovrà essere quello più interno all’oggetto da realizzare. Una volta termite le operazioni di stesura della lana e aspersione con acqua e sapone, infeltrimento (manipolazione) e follatura, l’oggetto verrà sciacquato con acqua fredda, per bloccare il processo di infeltrimento e posizionato in un luogo freddo (freezer) per una nottata, per perfezionarlo l’indomani, con l’eventuale raschiatura (tramite lametta) di eventuali imperfezioni o pelurie indesiderate.

Se vuoi informazioni su come realizzare oggetti in feltro

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