La top list di cinema ed ecologia

Nell’ambito della 73° Mostra del Cinema di Venezia e della quinta edizione del Green Drop Award, il premio che viene assegnato al film che meglio interpreta la sostenibilità tra quelli in gara, è stata presentata una top list, stilata dal Consorzio Italiano Compostatori, dei film che meglio affrontano le tematiche legate all’ecologia e a uno sviluppo rispettoso dell’ambiente.

Con sempre maggiore attenzione i cineasti e i documentaristi si dedicano a pellicole che affrontano il tema delle pressioni naturali e antropiche cui viene sottoposto il suolo, stigmatizzando con forza fenomeni endemici come la sconsiderata produzione di rifiuti, l’esagerata espansione urbana. Tutti film che seguono un unico obiettivo: sensibilizzare sulla difesa del suolo, l’elemento numero uno per la vita e da cui dipendono cibo, acqua, clima e biodiversità.
Ormai i lungometraggi di questo genere non rappresentano più una nicchia dedicata a pochi cultori militanti ecologisti visto che ormai anche i blockbuster hollywoodiani  si dedicano alle tematiche della sostenibilità.
Infatti il primo posto tra i film che veicolano un messaggio ambientale legato all’importanza della terra, secondo la citata classifica, troviamo il successo “The Martian”, di Riddley Scott (USA, 2015). Il film narra delle peripezie dell’astronauta Mark Watney, interpretato da Matt Damon, rimasto completamente solo su Marte e che con enorme caparbietà e senso di attaccamento alla vita sfrutta le sue conoscenze di ingegnere meccanico e botanico impegnandosi a trovare un nuovo metodo per sopravvivere anche nell’inospitale terra di Marte. Quello che traspare e l’enorme amore per la terra del protagonista e il forte messaggio che anche nelle condizioni più difficili la natura, se rispettata, ci fornisce tutto il necessario per sopravvivere.
Al secondo posto della classifica “La quinta stagione”, di Peter Brosens e Jessica Woodworth (Belgio, 2012). Il film, di genere drammatico e a tratti catastrofico, ha vinto la prima edizione del Green Drop Award a Venezia durante la 69° edizione, ed è l'ultimo capitolo di una trilogia dedicata al conflitto tra uomo e natura creata dalla coppia di registi. Il film tratta la progressiva decadenza degli abitanti di un piccolo villaggio belga in cui l'inverno sembra non voler finire.
La vita di questa piccola comunità rurale cambierà radicalmente dopo che il consueto e tradizionale falò acceso per cacciare lo "zio inverno", non prende fuoco. Come la profezia che si auto avvera, in breve il ciclo della natura è sconvolto e il paesaggio rurale si riduce a una terra desolata scatenando i peggiori istinti degli umani per accaparrarsi le ridotte risorse.
Altro film menzionato è “Trashed”, di Candida Brady (USA, 2012) film documentario,  sugli effetti ambientali e sanitari nel mondo legati alla produzione di rifiuti nelle moderne società consumistiche. Dalla periferia di Beirut, dove sulla riva del mare si è creata una discarica con cumuli di rifiuti alti più di 40 metri che poi finiscono per inquinare le acque del Mediterraneo, alle verdissime lande dello Yorkshire, dove si spargono dalle cave delle discariche polveri sottilissime e nocive. Il tutto focalizzandosi sui rimedi e le possibili soluzioni, come il riciclo, il compostaggio o l'acquisto di prodotti non imballati. Nel dicembre 2013 è stato programmato ripetutamente dal canale internet del Movimento 5 Stelle "La Cosa", dopo che sul portale del blog di Beppe Grillo ne era stato dato annuncio con apposito post.
Il quarto posto è conquistato da “Terra Madre”, di Ermanno Olmi (Italia, 2009). Ideato da Carlo Petrini, fondatore di Slow Food prende il titolo dal Forum sull’alimentazione ed è un documentario collettivo frutto di due anni di lavoro girato dall’India all’Africa del Nord, dalle isole artiche Svalbard all’Italia. Film indignato che si propone di comporre la catastrofica frattura tra uomo e natura.

Fonte: greenme.it


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