Plastic Vortex : the Great Pacific Garbage Patch

C’è tempo sino al 30 aprile per partecipare al bando “Platic vortex”, contest fotografico e video dedicato alle scuole secondarie di II grado italiane. Un’occasione per riflettere sull’uso razionale della plastica e non abbassare la guardia sul fenomeno dei rifiuti di plastica in mare.
 
Nel 2009 nell’Oceano Pacifico settentrionale, si è verificato un fenomeno inquietante, una macchia gigante galleggiante di detriti di plastica alla deriva. Gli scienziati che si sono recati sul posto hanno chiamano questa distesa di rifiuti, che si estende per centinaia di chilometri attraverso il mare aperto, “the Great Pacific Garbage Patch”. Nel mese di agosto, un team di circa 30 scienziati marini della “Scripps Institution of Oceanography” in California, partì per indagare la Garbage  patch. Durante il viaggio di ricerca, durato più o meno 20 giorni, il team ha osservato più da vicino la spazzatura. Gran parte delle macchie sporche, sospese sotto la superficie dell'acqua, era composta da rifiuti in plastica di piccole dimensioni, inferiori ai 3 millimetri e da molti ancora più microscopici. Le particelle più grandi - che sarebbe più facilmente visibile ai satelliti - sono collocate molto in profondità. Il gruppo di scienziati ha trovato fino a 3,7 milioni di particelle per miglio quadrato. L’Oceano Pacifico settentrionale è una vera e propria isola di rifiuti galleggianti, come alcune fotografie hanno testimoniato in questi anni. Con le conseguenze che tutto ciò comporta: distruzione dell'ambiente, moria degli stock ittici, destabilizzazione dell'ecosistema a causa di specie invasive e aliene che proliferano indiscriminatamente nella plastica.  Per dare una risonanza mediatica a questo fenomeno dal 2010 è nato, un evento che si tiene ogni anno in California. Il nome del contest è ispirato al Pacific Trash Vortex. Un problema che non è limitato al solo Oceano Pacifico settentrionale, ma riguarda anche il Mediterraneo. Una catastrofe ecologica poco conosciuta e discussa. Gravissimi sono, infatti, i danni che l’abbandono di materiali plastici non biodegradabili sta provocando ai vari ecosistemi del Mare Nostrum (spiagge, fiumi, flora, fauna, insediamenti urbani costieri, ecc).
Per questo Plastic Vortex è man mano diventato anche in Italia uno dei maggiori eventi di sensibilizzazione sui “vortici di plastica”. Una campagna che intende accendere i riflettori sulla necessità di rendere ragionevole l'uso della plastica, polarizzando l'attenzione sui sistemi di produzione e smaltimento dei materiali, sui beni di largo consumo, sul packaging e gli imballaggi, sul riciclo e il riutilizzo, sulle bioplastiche e altri materiali e soluzioni innovative. Coinvolgendo un gran numero di studenti delle scuole secondarie di II grado italiane in una kermesse nazionale, realizzata attraverso i video e le fotografie fatte dagli studenti! L'iniziativa è realizzata con il supporto della Direzione Generale per lo Studente, l'Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.
Fonte: ecoartproject.org
 
 
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