Lo sviluppo agricolo in UE, non passa per il biologico

Appena votata, la riforma della Politica Agricola Comune dell'UE, suscita svariate polemiche. I deputati europei hanno disatteso le richieste avanzate dagli esperti dei settori biologici e dalle associazioni ambientaliste. La PAC, che dai prossimi mesi sarà negoziata dai leader del Consiglio Europeo, segna i punti agricoli comuni fino al 2020.
 
Il Parlamento Europeo ha votato la nuova riforma della Politica Agricola Comune (PAC), che dovrà essere trattata nel prossimo futuro dal Consiglio Europeo. L’Associazione per l'agricoltura biodinamica, Fai, Federbio, Upbio, Firab, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slow Food, Touring Club italiano, Pro Natura, Slep e Wwf protestano poiché la riforma manca di misure adeguate che incentivino con premi le attività agricole biologiche e biodinamiche.
L'agricoltura bio, sinonimo di sostenibilità per l'ambiente e per l'uomo ma anche per il reddito degli agricoltori europei, non è stata efficacemente valorizzata dal voto sulla riforma della PAC del Parlamento Europeo, commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio. FederBio ha più volte invitato la politica e le rappresentanze del mondo agricolo e agroalimentare a considerare le potenzialità del bio e a favorirne lo sviluppo. Ha preso parte all'importante campagna per la riforma della PAC sostenuta da 14 Associazioni italiane, che in pochi giorni ha raccolto 90.000 firme, con l'obiettivo di raggiungere una profonda riforma dell'agricoltura. I risultati non sono in linea con le esigenze dei cittadini e degli agricoltori più giovani e dinamici, il voto si è rivelato deludente perché si è persa un’altra occasione per attuare una vera riforma della PAC, utile a superare la crisi ambientale ed economica che affrontiamo tutti i giorni”.
La portavoce delle 14 Associazioni italiane – Maria Grazia Mammuccini – il giudizio è “deludente per quelli che come noi chiedono una profonda riforma della politica agricola. Tuttavia, è positivo che l'assemblea plenaria del Parlamento europeo abbia bloccato i peggiori aspetti della proposta della Commissione per l'agricoltura e lo sviluppo rurale, compresi i doppi sussidi illegali e la cancellazione dalla condizionalità di metà dei requisiti esistenti in materia di ambiente e di salute pubblica. Non sono state inserite adeguate misure per premiare le pratiche agricole veramente sostenibili come l'agricoltura biologica e biodinamica né si è fatto nessun passo in avanti per rafforzare il secondo pilastro che è il vero strumento per investire in progetti innovativi per il territorio rurale. Ancora una volta si è persa un'occasione strategica per una vera riforma della Pac in grado di dare un contributo al superamento della crisi economica e ambientale che stiamo vivendo”.
Carlo Petrini, Presidente di Slow Food lamenta: “non possiamo certo dirci soddisfatti del voto del Parlamento Europeo sulla riforma della Politica Agricola Comune (PAC). Nonostante alcune proposte della Comagri, come il sistema dei doppi pagamenti, siano state fortunatamente rifiutate, gli eurodeputati hanno perso un'occasione unica per segnare la storia europea, ignorando così le richieste della società civile per una PAC davvero più verde, sostenibile e giusta".
 
Fonte: greenbiz.it
 
 
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