Approvato Il Programma Nazionale di Prevenzione dei Rifiuti

Con il decreto del Ministero dell'Ambiente e della tutela del territorio e del mare del 7 ottobre 2013, è stato approvato il Programma nazionale di prevenzione dei rifiuti. Entro un anno tutte le Regioni sono tenute a integrare la loro pianificazione territoriale con le indicazioni contenute nel programma nazionale.
 
Finalmente anche l’Italia si è dotata del suo primo Programma nazionale per la prevenzione dei rifiuti. Il documento è il risultato di un percorso di condivisione iniziato lo scorso anno che ha coinvolto i rappresentanti degli enti locali, del mondo della produzione, dell’associazionismo ambientale e della cittadinanza più ampia. Tale adozione è avvenuta nel rispetto della scadenza comunitaria prevista dalla Direttiva 2008/98/CE per il prossimo 12 dicembre 2013.
Andrea Orlando, il ministro dell'Ambiente, presentando il piano nel proprio dicastero dice: “In una fase in cui ci siamo trovati a rispondere a tutta una serie di emergenze già in essere, è con grande soddisfazione che come ministro propongo un piano di intervento strutturale che guarda alla prospettiva delle cose che è il risultato di un percorso di condivisione iniziato lo scorso anno tra rappresentanti degli enti locali, del mondo della produzione, dell'associazionismo ambientali e della cittadinanza più ampia”.
La Direttiva definisce “prevenzione” le misure prese prima che una sostanza, un materiale o un prodotto sia diventato un rifiuto, che riducono:
1) la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l’estensione del loro ciclo di vita;
2) gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull’ambiente e la salute umana;
3) il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti.
Il Programma fissa obiettivi il cui scopo è dissociare la crescita economica dagli impatti ambientali connessi alla produzione dei rifiuti. Poiché la produzione dei rifiuti è legata a fattori socioeconomici, è stato scelto di utilizzare come indicatore per gli obiettivi del Programma la produzione di rifiuti rapportata all’andamento del Prodotto Interno Lordo.
L'Italia deve ridurre la quantità dei rifiuti prodotti e questo piano affronta al vertice il problema, scorporandolo dalla gestione delle emergenze e introducendo una logica nuova e di prospettiva”: ha detto Orlando sottolineando che il programma nazionale è stato ampiamente condiviso con tutti gli stakeholders e che entro un anno le Regioni sono tenute ad adeguarsi agli obiettivi.
Sulla base dei dati rilevati dall’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il Programma Nazionale fissa i seguenti obiettivi di prevenzione al 2020 rispetto ai valori registrati nel 2012:
  • Riduzione del 5% della produzione di rifiuti urbani per unità di Pil. Nell’ambito del monitoraggio per verificare gli effetti delle misure, verrà considerato anche l’andamento dell’indicatore Rifiuti urbani/consumo delle famiglie.
  • Riduzione del 10% della produzione di rifiuti speciali pericolosi per unità di Pil.
  • Riduzione del 5% della produzione di rifiuti speciali non pericolosi per unità di Pil.
Il Programma fornisce anche indicatori specifici finalizzati alla valutazione dell’efficacia dei singoli interventi/progetti e alla definizione di benchmark specifici e dovranno essere monitorati.
Per quanto riguarda la raccolta, l’elaborazione dei dati, il popolamento degli indicatori, nonché la definizione di nuovi indicatori, il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare si avvarrà di Ispra.
La novità cardine del Programma di prevenzione è che gli obiettivi da raggiungere sono dissociati dalla crescita economica. “In tempo di crisi la produzione di rifiuti è sensibilmente diminuita, ora noi vogliamo che cresca il prodotto interno lordo del Paese ma non vogliamo che aumenti più in proporzione la produzione di rifiuti in Italia”: dice Orlando
Fonte: ANSA
 
 
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