Le proprietà benefiche del caffè

Il consumo di caffè da parte degli italiani, anche due o tre volte al giorno, è diventata ormai una consuetudine. Il caffè oltre ad essere buono possiede numerose proprietà benefiche per il nostro organismo.
 
In Italia se ne consumano circa 8 kg all'anno a persona. La tazzina di caffè è uno dei piaceri quotidiani ai quali nessuno sarebbe disposto a rinunciare. C’è chi lo preferisce sulla scia della napoletanissima “tazzulella”, carico ed aromatico e chi invece lo predilige in versione allungata; chi non rinuncia al gusto dell’espresso anche a casa e chi non abbandonerebbe mai la moka.
Chi ama invece i toni più decisi può puntare su miscele particolari dove la scelta dei caffè e la tostatura assicurano una bevanda forte ed intensa. E ci sono anche le miscele per chi cerca nel caffè la cremosità o la delicatezza dell’aroma. Senza dimenticare la fascia ben rifornita, delle miscele speciali, quelle per i caffè delle grandi occasioni. Un buon caffè comunque non è mai troppo amaro, ma ha una naturale sfumatura dolce. Tra i vari suggerimenti non mancano quelle riservate a chi ha esigenze particolari: E’ il caso del decaffeinato, una miscela nella quale la caffeina, a norma di legge, non supera lo 0,02-0,05 %. I procedimenti usati per ridurre la caffeina sono oggi molto avanzati. Infatti la caffeina viene estratta con un sistema naturale, cioè sottoponendo i chicchi ad un trattamento con vapore acqueo. Infine, sempre sulla scia dei gusti personali abbiamo il caffè solubile. Per ottenere 1 chilo di questo prodotto, pronto da sciogliere in acqua o latte, occorrono circa 3 chili di caffè verde essiccati e ridotti in polvere. Ottimo per far fronte alle esigenze casalinghe, il caffè solubile è ideale in situazioni all’aperto ed è apprezzato tutti i giorni da chi lo usa per il caffelatte mattutino.
Il caffè oltre ad essere buono possiede numerose proprietà benefiche per il nostro organismo, un effetto dato soprattutto dalla presenza degli acidi clorogenici. In seguito a diverse analisi si è constatato che le persone che bevono caffè hanno una maggiore protezione verso alcune patologie come il diabete di tipo 2 e il morbo di Parkinson, inoltre, si è rilevato un rallentamento del naturale declino cerebrale nelle persone anziane e, in situazioni di assunzione moderata, nessun effetto sfavorevole sul rischio cardiovascolare.
Inoltre il caffè è noto a tutti per essere un piacevole stimolante a livello nervoso. La sua azione è da imputarsi alla presenza della caffeina, un derivato purinico (la trimetilxantina) simile ad altre sostanze notoriamente eccitanti (la teofillina e la teobromina contenute nel caffè, ma anche nel tè). La caffeina stimola il sistema nervoso centrale (maggiore attenzione e aggressività) e la contrazione del muscolo cardiaco (frequenza e gittata), in pratica accelera il ritmo del cuore e innalza la quantità di sangue pompato nello stesso tempo. Permette una respirazione più ampia, agendo sulla muscolatura liscia dei bronchi; consente di avere a disposizione maggior energia durante uno sforzo, favorendo l’utilizzo dei grassi. L’insieme di queste caratteristiche (miglioranti per le performance atletiche, specialmente negli sports di durata) ha determinato che la caffeina fosse inserita tra le sostanze doppanti (il CIO, comitato olimpico internazionale, considera positivo il test della caffeina con una concentrazione superiore ai 12 milligrammi per litro, questo non avviene assumendo due o tre tazzine di caffè in un giorno, ma perlomeno duplicando o triplicando le dosi). La caffeina è una sostanza “nervina”, cioè una sostanza che agendo sui centri nervosi produce una piacevole sensazione di benessere. Essa si trova non solo nei semi, ma anche nelle foglie della pianta, nonché nel tè, nel cacao, nella cola e nel matè. La quantità di caffeina contenuta nel caffè dipende da diversi fattori, il più importante dei quali è sicuramente la miscela utilizzata per la sua preparazione. La miscela più diffusa in commercio è quella arabica, ma ne esistono anche di molte altre varietà. L’effetto stimolante della caffeina ha una durata di circa due ore dall’assunzione, e provoca un discreto risveglio delle facoltà mentali, allontanando la sonnolenza e potenziando la memoria, la capacità di apprendimento, e la percezione degli stimoli sensoriali. In neurologia l’acido caffeico, altro componente importante nella stimolazione neurologica insieme alla caffeina, è stato ampiamente sfruttato in alcuni “vecchi” prodotti farmacologici per ridurre la gravità degli attacchi di emicrania e delle cefalee in genere, in virtù delle sue spiccate proprietà vasocostrittrici. Gli effetti stimolanti del caffè determinano un aumento dell’espansione polmonare, ma anche un aumento della diuresi grazie alla dilatazione delle arterie renali. Interessante altresì la stimolazione epatobiliare prodotta dal caffè, che, sollecitando la contrazione della cistifellea, ottimizza le funzioni intestinali coadiuvandone i movimenti.
 
Fonte: italiasalute.it
 
 
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