WWF. Presentato il primo Rapporto sulla Biodiversità

Il Primo Rapporto sulla Biodiversità del WWF tocca temi come la ricchezza della vita sulla terra, lo stato della biodiversità, le nuove scoperte, le situazioni critiche e le misure urgenti da prendere.
 
Il WWF, insieme alla Società Italiana di Ecologia, hanno presentato a Roma, il Primo Rapporto sulla Biodiversità. La pubblicazione restituisce un quadro drammatico che vede un tasso di estinzione dovuto alle attività umane di 1.000 volte superiore al tasso di estinzione naturale, con popolazioni di vertebrati diminuite di un terzo negli ultimi quarant’anni. 21.286 specie a rischio estinzione su 71.576 considerate dall’ Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN), ed un’ “impronta” fisica dell’uomo sul pianeta pari a quasi il 50% di tutte le terre emerse, con ormai solo un quarto della biosfera in una situazione ancora “selvatica”, quando nel 1700 più della metà della biosfera era in condizioni selvatiche e il 45% in uno stato seminaturale.
Nel rapporto sulla biodiversità del Wwf Italia si legge che: “la fauna è stimata in 58.000 specie (55.000 invertebrati, 1.812 protozoi, 1.265 vertebrati), con un'incidenza complessiva di specie endemiche pari a circa il 30%". La flora è costituita da oltre 6.700 specie di piante vascolari (di cui il 15% endemiche), 851 di muschi e 279 epatiche. Il 12% del territorio italiano è tutelato da aree protette; il 21% del Paese rientra nella Rete natura 2000, ovvero Siti di interesse comunitario (Sic) e Zone a protezione speciale (Zps)”. I dati del Rapporto lasciano perplessi: del Rinoceronte di Giava restano solo 50/60 unità, 270 del Rinoceronte di Sumatra, minacciati dal bracconaggio per la richiesta del corno; di tigri ne restano solo 3.200, con 3 sottospecie su 9 gia' estinte, la Lince iberica conta tra gli 80 e le 140 unità; gli elefanti africani, di foresta e di savana, raggiungono quota 400.000-580.000 di esemplari, ma erano 1.300.000 negli anni '70, e di elefanti indiani ne sono stimati tra i 4.000 ed i 50.000; i gorilla di montagna sono 860/880, decimati da deforestazione e ricerca del petrolio. E i panda giganti, il simbolo del WWF e dell'animalismo in senso lato sono 1600 (come quelli di cartapesta adottabili quale ''regalo esemplare'' per Natale).
Nel rapporto si stima che: “il 31% dei vertebrati in Italia sia tutt'ora a rischio estinzione, ma i miglioramenti non mancano”. Infatti, tra le specie che salgono, il lupo (da 100 esemplari nel 1970 a circa 1.500 oggi); l'orso delle Alpi (da 3-5 nel 1990 a piu' di 40); il camoscio appenninico, il grifone, l'airone guardabuoi, la cicogna bianca, il fenicottero (assente nel 1980 e oggi specie simbolo con 3.000 coppie). Sono in forte calo la gallina prataiola, il gambero di fiume, il gallo cedrone, la pernice bianca, l'ululone, la tartaruga di mare e le testuggini d'acqua e di Hermann. Sono stabili i numeri di specie simbolo come l'orso bruno marsicano (circa 40) e la foca monaca (tra 3 e 5).
Il decalogo presentato nel rapporto ha l'intento di proteggere la natura e renderla economicamente ''visibile'' attraverso:
  • Un Comitato per il capitale naturale, istituito con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, composto da istituzioni ed esperti.
  • Una legge che integri con una contabilita' ecologica la contabilita' economica superando i limiti del PIL e seguendo le metodologie definite dalle Nazioni Unite.
  • Un PON (Programma Operativo Nazionale) ''Ambiente'' per il raggiungimento degli obiettivi della Strategia Nazionale per la Biodviersita' (SBN), come come gia' previsto dal Ministero dell'Ambiente.
  • L'identificazione di compiti e responsabilita' ai diversi livelli amministrativi, nazionali, regionali e locali, per l'attuazione degli obiettivi individuati.
  • Il rafforzamento da parte del Ministero dell'Ambiente dell'azione integrata delle aree protette nazionali attraverso la definizione di obiettivi specifici e di indicatori sull'efficacia di azione.
  • L'introduzione di un nuovo capitolo nel Bilancio del Ministero dell'Ambiente che garantisca una specifica linea di finanziamento pluriennale per l'attuazione della SBN.
  • La realizzazione di materiale informativo e divulgativo.
  • La verifica di coerenza tra i piani e programmi economici settoriali nazionali e regionali con gli obiettivi della SBN, grazie all'applicazione di procedure di Valutazione Ambientale Strategica.
  • L'introduzione di strumenti per il Pagamento dei Servizi Ecosistemici (PES) nei bilanci pubblici e nei settori privati agevolando produzioni e attivita' certificate.
  • L'istituzione, ad opera del Ministero dell'Ambiente, di un Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi e di quelli ambientalmente favorevoli
Il rapporto sulla Biodiversità vuole essere anche un invito ai palazzi governativi, affinché riconoscano il giusto valore al capitale naturale, e ai cittadini affinché si attivino in azioni di tutela del nostro patrimonio ambientale.
Fonte: WWF
 
 
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