La discarica più alta del mondo: l'Everest

Dovrebbe essere uno dei luoghi più incontaminati del mondo, dove la presenza e l’impatto dell’uomo raggiungere lo zero. Al contrario la cima dell’Everest è la discarica di rifiuti più vicina alla “volta celeste”, con una presenza di rifiuti stimata in circa 50 tonnellate.
 
Svariate decine di tonnellate di materiale alpinistico lasciato dagli escursionisti – tende, corde spezzate, scatolame, bombole – non più utilizzabile, stanno pian piano formando cumuli di rifiuti sull'Everest sempre più ingombranti.S ono stati addirittura recuperati addirittura i resti di un elicottero.
Fino a pochi anni fa le nevi perenni della vetta più alta del pianeta ricoprivano velocemente i rifiuti, ma il cambiamento climatico sta determinando una riduzione dello spessore dei ghiacci e tutto questo materiale abbandonato riemerge piano piano. Denunciando l’improprio comportamento degli escursionisti di ogni parte del mondo, una categoria ritenuta, vedendo quanto accade sull’Everest, erroneamente “sensibile all’ambiente”
Le stime approssimative parlano di 50 tonnellate di materiale inservibile: se raggruppati tutti i rifiuti, formerebbero una vetta da fare invidia allo stesso Everest per altitudine.
A sensibilizzare l’opinione pubblica sul problema “vetta di rifiuti” ci sta pensando una spedizione composta da 65 portatori e 75 yak, che da due anni ripulisce sistematicamente una parte consistente dei pendii della cima himalayana. Ripulisce e ricicla in modo creativo e artistico creando delle opere artistiche dalla spazzatura recuperata. Il gruppo è coordinato dall’Esa (Everest Summiteers’ Association), il risultato di questo impegno, impegno  ha fatto si che in due anni fossero recuperate 8 tonnellate di rifiuti, due delle quali sono stati donate all’associazione Da Mind Tree, che grazie all’estrosità di tanti artisti locali dell’Art Club Nepal le ha trasformate in opere d’arte. 75 opere sono esposte nella capitale nepalese, a Katmandu, mentre a Pokhara si sta istituendo un’esposizione permanente delle opere riciclate. Tra le creazioni dell’Art Club Nepal spiccano utensili quotidiani, ma anche sculture che raffigurano divinità induiste come ad esempio il dio Ganesh dalla testa d’elefante, creato da lattine e pezzi di bombole e alcuni scarti dell’elicottero che cadde sull’Everest quasi 40 anni fa.
 
Fonte: tuttogreen
 
 
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