I benefici delle arance

La storia delle arance è molto antica e avventurosa. Questo tipico frutto invernale, originario della Cina e del sud-est asiatico, sarebbe stato importato in Europa nel XIV secolo da marinai portoghesi.
 
Tuttavia alcuni testi antico-romani ne parlano già nel I secolo; veniva coltivato in Sicilia (il tipo amaro) e veniva chiamato melarancia, ma la sua diffusione, si arenò e solo dopo secoli venne riscoperto dai marinai portoghesi. Pare che il primo arancio (il tipo dolce) introdotto in Italia provenisse dalla Spagna importato nel 1220 da San Domenico. Questo Santo ne importò un pollone che piantò nel chiosco della basilica di Santa Sabina a Roma sull’Aventino. Questa pianta viene definita miracolosa perché durante i secoli non ha mai smesso di produrre frutti. Pare che Santa Caterina da Siena nel 1379 offrisse 5 arance candite al papa Urbano VI che provenivano proprio da questa pianta miracolosa.
Sino al XVI secolo però le piante di arance furono coltivate più per la loro bellezza e rarità che come cibo, infatti venivano usate come pianta ornamentale per le ville aristocratiche divenendo motivo d'ispirazione poetica, artistica e culturale. (Il Botticelli nella sua opera "Primavera" sceglie come sfondo della scena l'albero d'arancio).
L’origine iberica  della coltivazione delle arance è visibile ancora oggi dal nome con il quale viene chiamato questo frutto in parecchi dialetti italiani.Infatti in Calabria, Campania e Puglia le arance vengono chiamate con il nome dialettale di “Purtualli”  mentre in Sicilia prendono il nome di “Partualli”.
Anche nell’Italia settentrionale il loro nome ricorda l’origine portoghese infatti nel dialetto bergamasco l’arancia viene indicata come  “Portugal”, in quello piemontese diventa “portugaj” e  addirittura in romanesco si chiama “portogallo”.
Oggi l’arancio, grazie alla sua capacità di adattarsi a condizioni ambientali diverse, è l’agrume più diffusamente coltivato al mondo e, secondo stime FAO, la produzione annua è all’incirca di 70 milioni di tonnellate, con la parte del leone fatta da Brasile, Stati Uniti e Cina (che insieme raggiungono più di 30 milioni di tonnellate) e con l’Italia, in questa particolare classifica, al nono posto con 2,5 milioni di arance coltivate ogni anno. La regione che ne produce di più è la Sicilia seguita dalla Calabria, dalla Basilicata e dalla Sardegna. In Sicilia si coltivano la tipica Arancia rossa di Sicilia (le varietà Moro, Tarocco e Sanguinello) e Arancia di Ribera DOP che ha ottenuto la Denominazione di Origine Protetta.
L’albero delle arance è sempreverde con una chioma compatta e naturalmente tondeggiante che può raggiungere anche gli 8 metri di altezza, ma che in genere si ferma sui 5 metri o poco più. I suoi frutti, a seconda della specie, si possono raccogliere nel periodo compreso tra novembre a fine maggio, e ogni albero ne produce circa 500 annue.
Esistono diverse centinaia di varietà di arance, che principalmente possono essere divise in frutti a polpa rossa (es: Sanguinello, Tarocco, Moro…) e a polpa bionda (es.: Navelina, Ovale, Washington Navel, Biondo comune…).
Un ulteriore classificazione divide le arance in due grandi gruppi: le arance dolci e le arance amare; l’arancio dolce è la varietà più coltivata e consumata al mondo mentre l’arancia amara, grazie alle sue proprietà,è molto utilizzata nell’industria alimentare e farmaceutica. Il frutto intero generalmente viene utilizzato per preparare marmellate e frutta candita, mentre la buccia viene impiegata per realizzare liquori.
Ricchi di tante qualità utili per la salute e la bellezza le arance non possono  mancare sulla tavola. Tantissime sono infatti le proprietà riconosciute alle arance tra le quali la forte presenza di vitamina C che rappresenta un validissimo supporto per il nostro sistema immunitario, riducendo  il rischio di raffreddore, mal di gola e febbre, e  aiuta la rigenerazione del collagene del tessuto connettivo, rafforzando ossa, cartilagini, legamenti e capillari.
E’ molto utile consumare arance perché per il loro alto contenuto di potassio unito a un basso contenuto di sodio contribuiscono a tenere bassa la pressione arteriosa.
E ancora: l’arancia è particolarmente ricca di terpeni che, assunti regolarmente in una dieta ricca di frutta e verdura, si sono rivelati molto efficaci nella prevenzione dei tumori del colon e del retto, come hanno dimostrato alcune ricerche sostenute dall’AIRC, che ne ha fatto il “testimonial” privilegiato delle proprie campagne.
Le arance sono particolarmente indicate nelle diete dimagranti, oltre ad avere solo 34 calorie ogni 100 gr. e pochissime proteine e grassi, la loro fibra contiene pectina, una sostanza che favorisce il senso di sazietà. Inoltre, la pectina è in grado di catturare gli acidi biliari intestinali, in modo tale da ridurre i livelli di colesterolo nel sangue e, di conseguenza, prevenire l’insorgenza di malattie cardiache.
Tra le tante particolarità dell’arancia anche proprietà antiossidanti, combatte infatti i radicali liberi che sono fra i principali responsabili del nostro invecchiamento e contribuisce a mantenere elastica e priva di rughe la nostra epidermide.
Sono da evitare se si soffre di diarrea.
È molto comune consumare le arance sotto forma di spremuta per il valore nutrizionale alto. E’ ipocalorica e ricca di vitamine, ma è importante consumarla subito dopo la spremitura per evitarne l’ossidazione e il decadimento delle peculiarità vitaminiche. E’ da sapere che la maggior parte della vitamina C e delle proprietà benefiche dell'arancia si trovano nell'albedo (la parte bianca e spugnosa) e  il succo d'arancia ne contiene solo il 25%.
 
Non tutti sanno che ...
I fiori dì arancio o le zagare, utilizzati per le nozze, con cui si adorna la sposa, simboleggiano la verginità. Tale usanza proviene da una leggenda per la quale una giovane vergine, dovendo convolare a nozze e non possedendo alcun gioiello, in modo miracoloso, assistette alla crescita spontanea, nel proprio giardino, di una pianta decorata di fiori delicati e profumati, di colore bianco. Rimanendone talmente inebriata da agghindarsi il capo con le zagare, e da allora è nata la tradizione dei fiori di arancio per la sposa.

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