Prugna: storia e curiosità

Il pruno (Prunus domestica) è una pianta che appartiene alla famiglia delle Rosacee.
Risultato del “felice matrimonio” tra pruno selvatico e ciliegio, si divide in due grandi famiglie: la varietà euro asiatica che produce dei frutti sodi e compatti, con il nocciolo staccato dalla polpa; la cino giapponese che, a differenza della prima, da vita a dei frutti più morbidi con una polpa molto sugosa.

Originarie del Caucaso, sono state coltivate nell’area del Mediterraneo a partire dal 150 a.C.
La storia della pianta infatti,  ci narra che già ai tempi dei romani, la provincia “Narbonense” alle porte di Agenais, era particolarmente ricca di folte vegetazioni di prugna "Saint Antonin", una varietà nota anche come prugna "Maurine". 
Ad espandere la coltivazione della susina in tutta l’Europa però furono i monaci Benedettini dell'Abbazia di Clairac.
Al ritorno dalla terza crociata innestarono una varietà di susine provenienti dalla Siria con una locale, dando vita a una diversità di frutti che si distinguono per forma, colore, dimensione e consistenza.
Disponibile da giugno a settembre, la declinazione del nome dipende dal suo stato: quando il frutto è fresco si chiama susina, quando è secco si chiama prugna. Le virtù della susina o della prugna la rendono ingrediente ideale per la realizzazione di soluzioni culinarie molto gustose.
Oggi in tutta Europa esistono più di mille varietà di prugna. La Prugna d'Ente, dal francese antico "Ğ enter ğ" letteralmente "innestare", fu la prima a conquistare il mercato.
Grazie alle proprietà organolettiche della prugna, la buccia sottile, di colore blu malva con pruina (sottile velo ceroso leggermente polveroso) bianca, è stato possibile realizzare la “Prugna secca d'Agen”. Un alimento ricco di vitamine che ancora oggi viene usato come scorta alimentare della “Marine Royale francese”.
In Italia, la produzione di susina, privilegia i territori della “Valle Bronda” in Piemonte e della “Valle Alto Garda e Ledro” in Trentino.
In queste zone vengono coltivate rispettivamente la  “Susina Ramasin”, una  varietà di piccole dimensioni che si differenzia dalle comuni susine per la dolcezza e per l’aromaticità e la “Susina di Dro” nota per essere particolarmente ricca di polifenoli e per avere un basso contenuto di zuccheri. Caratteristica che esalta il gusto “dolce-acidulo” del frutto.
Apprezzata per la ricchezza di fibre, di minerali e di vitamine, le proprietà lassative della prugna sono note da tempi immemorabili tanto da aver ispirato figure illustri del 1500: l’umanista Bartolomeo Sacchi (Platina) era solito dire che: “L’uso delle prugne, purché moderato, muove il corpo”.
All’epoca di Shakespeare i piatti di prugne cotte venivano esposti come insegne sulle finestre dei bordelli inglesi.
Nell’Ottocento, a Napoli, una varietà di prugne era denominata “Testicoli di Montone”.
I sostenitori della magia omeopatica, considerata la forma di testicolo, reputavano le prugne un frutto afrodisiaco. La pianta invece veniva usata come portafortuna per augurare la felicità di un matrimonio e per “restituire” la salute ai malati o come “tranquillante” per gli irascibili.
Il poeta cileno Pablo Neruda, nelle sue Odi Elementari dedicò alla susina alcuni versi delle sue poesie, rappresentandola come “il frutto della memoria”.

Fonte: www.territori.coop.it; www.mr-loto.it; www.pruneau.fr;

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