Agevolazione per la riqualificazione energetica

Con la legge di bilancio 2017 (legge n. 232 del 11 dicembre 2016) è stata prorogate fino al 31 dicembre 2017 la detrazione fiscale del 65% per gli interventi di efficientamento energetico.
 

L'agevolazione consiste in una detrazione dall'Irpef o dall'Ires ed è concessa quando si eseguono interventi che aumentano il livello di efficienza energetica degli edifici esistenti. In particolare, la detrazione, che è pari al 65% per le spese sostenute dal 6 giugno 2013 al 31 dicembre 2017, è riconosciuta se le spese sono state sostenute per:
•    la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento;
•    il miglioramento termico dell'edificio (coibentazioni - pavimenti - finestre, comprensive di infissi);
•    l'installazione di pannelli solari;
•    la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale.

Chi può usufruirne? Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico 65%
Possono usufruire della detrazione tutti i contribuenti residenti e non residenti, anche se titolari di reddito d’impresa, che possiedono, a qualsiasi titolo, l’immobile oggetto di intervento.
In particolare, sono ammessi all’agevolazione:
•    le persone fisiche, compresi gli esercenti arti e professioni;
•    i contribuenti che conseguono reddito d’impresa (persone fisiche, società di persone, società di capitali);
•    le associazioni tra professionisti;
•    gli enti pubblici e privati che non svolgono attività commerciale.
Attenzione: Non possono usufruire dell’agevolazione le imprese di costruzione, ristrutturazione edilizia e vendita, in caso di spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su immobili merce.
Tra le persone fisiche possono fruire dell’agevolazione anche:
•    i titolari di un diritto reale sull’immobile;
•    i condomini, per gli interventi sulle parti comuni condominiali;
•    gli inquilini;
•    chi detiene l’immobile in comodato.
Va comunque precisato che i benefici per la riqualificazione energetica degli immobili spettano solo a chi li utilizza; pertanto per una società non è possibile fruire della detrazione in riferimento ad immobili locati. Ciò vale anche se la società svolge attività di locazione immobiliare, poiché in questo caso i fabbricati concessi in affitto rappresentano l’oggetto dell’attività d’impresa, e non beni strumentali.
Sono ammessi a fruire della detrazione anche i familiari conviventi con il possessore o detentore dell’immobile oggetto dell’intervento (coniuge, parenti entro il terzo grado e affini entro il secondo grado) che sostengono le spese per la realizzazione dei lavori. Tuttavia, se i lavori sono effettuati su immobili strumentali all’attività d’impresa, arte o professione, i familiari conviventi non possono usufruire della detrazione.
Si ha diritto all’agevolazione anche nel caso in cui il contribuente finanzia la realizzazione dell’intervento di riqualificazione energetica mediante un contratto di leasing. In tale ipotesi, la detrazione spetta al contribuente stesso (utilizzatore) e si calcola sul costo sostenuto dalla società di leasing. Non assumono, pertanto, rilievo ai fini della detrazione i canoni di leasing addebitati all’utilizzatore.

Cumulabilità con altre detrazioni
La detrazione d'imposta del 55 per cento non è cumulabile con altre agevolazioni fiscali previste per i medesimi interventi da altre disposizioni di leggi nazionali, quali ad esempio la detrazione del 36 per cento per il recupero del patrimonio edilizio.
Nel caso in cui gli interventi convergano con altre agevolazioni previste (ad esempio le ristrutturazioni edilizie), il beneficiario potrà disporre di un solo beneficio fiscale. E' escluso tale caso quando si beneficiano di altre agevolazioni di natura non fiscale (contributi, finanziamenti ecc...) previsti in materia di risparmio energetico.

Gli interventi interessati all'agevolazione

  • riqualificazione energetica di edifici esistenti
  • involucro edifici (pareti, finestre, compresi gli infissi, su edifici esistenti)
  • installazione di pannelli solari
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale (installazione di impianti dotati di caldaie a condensazione)

Tipologia di spesa e relativa detrazione
Le spese per le quali è possibile fruire della detrazione comprendono sia i costi per i lavori edili connessi con l'intervento di risparmio energetico, che quelli per le prestazioni professionali, necessarie sia per la realizzazione degli interventi agevolati che per acquisire la certificazione energetica richiesta per fruire del beneficio.
In relazione agli interventi finalizzati alla riduzione della trasmittanza termica delle strutture opache e delle finestre, nonché a quelli relativi agli impianti di climatizzazione invernale e di produzione di acqua calda, sono detraibili le seguenti spese:

a) interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica U degli elementi opachi costituenti l'involucro edilizio, comprensivi delle opere provvisionali ed accessorie
b) interventi che comportino una riduzione della trasmittanza termica U delle finestre comprensive degli infissi
c) interventi impiantistici concernenti la climatizzazione invernale e/o la produzione diacqua calda

Calcolo e limiti della detrazione
L'agevolazione per gli interventi che realizzano un risparmio energetico consiste in una detrazione dall'imposta lorda, che può essere fatta valere sia sull'IRPEF che sull'IRES, in misura pari al 55 per cento relativa all'anno in cui ha sostenuto le spese. Anche per gli interventi condominiali l'ammontare massimo di detrazione deve essere riferito a ciascuna delle unità immobiliari che compongono l'edificio tranne le ipotesi in cui l'intervento si riferisce all'intero edificio e non a "parti" di edificio. In quest'ultimo caso, l'ammontare di 100.000 euro deve ritenersi che costituisca il limite complessivo della detrazione, da ripartire tra i soggetti che hanno diritto al beneficio.
Gli importi di 100.000 euro, 60.000 euro e 30.000 euro, stabiliti in relazione ai singoli interventi agevolabili, rappresentano infatti il limite massimo del risparmio d'imposta ottenibile mediante la detrazione, e non il limite di spesa.

Cosa fare per ottenere la detrazione

Le spese ammesse in detrazione comprendono sia i costi per i lavori edili relativi all’intervento di risparmio energetico, sia quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare l’intervento stesso e acquisire la certificazione energetica richiesta. Per gli interventi di riqualificazione energetica dell’edificio sono detraibili, oltre alle spese professionali, quelle relative alla fornitura e alla posa in opera di materiali di coibentazione e di impianti di climatizzazione, nonché la realizzazione delle opere murarie ad essi collegate. L’agevolazione fiscale consiste in una detrazione dall’imposta lorda, che può essere fatta valere sia sull’Irpef che sull’Ires. Per gli interventi effettuati a partire dal 2011 è obbligatorio suddividere questa detrazione in dieci rate annuali di pari importo. Il limite massimo di risparmio ottenibile con la detrazione (100.000, 60.000 e 30.000 euro, a seconda del tipo di intervento) va riferito all’unità immobiliare oggetto dell’intervento stesso. Per accedere alla detrazione relativa a interventi di riqualificazione energetica degli edifici, occorre seguire una serie di procedure, che possiamo sintetizzare in quattro punti, essenziali per non perdere il diritto alla detrazione del 65%. Le quattro cose da sapere sono:
•    la comunicazione da inviare all’Enea in forma telematica, entro 3 mesi dalla fine dei lavori, contenente una scheda descrittiva dei lavori e i dati di efficienza energetica dell’immobile;
•    la comunicazione da inviare all’Agenzia delle Entrate, solo se i lavori proseguono tra un anno e l’altro. Entro 3 mesi dalla fine di ciascun periodo di imposta, il contribuente deve inviare la comunicazione con l’indicazione delle spese sostenute in tale periodo;
•    la predisposizione della relazione osservata da parte di un tecnico abilitato (geometra, architetto, ingegnere, perito industriale, agronomi o periti agrari). Nella relazione il tecnico certifica che gli interventi realizzati rispondono ai requisiti di legge indicati agli artt. 6-9 del decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze 19 febbraio 2007;
•    il pagamento tramite bonifico bancario parlante. Si tratta del vincolo più stringente e per il quale, in caso di errori, l’unico modo di sanare la posizione del contribuente è la ripetizione del pagamento.
 
Per le procedure consigliamo di consultare anche la guida per le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico  predisposta dall'Agenzia delle Entrate

Normativa di riferimento

•    Disposizioni urgenti per l’attuazione di obblighi comunitari e per il recepimento della direttiva 2010/31/UE in materia di prestazione energetica nell’edilizia;
•    Legge di bilancio 2017;
•    Decreto Ministeriale 19 febbraio 2007, Disposizioni in materia di detrazioni per le spese di riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente, ai sensi dell’art. 1, comma 349, della legge 27 dicembre 2006, n. 296;
•    Decreto legge n. 63 del 4 giugno 2013 sulla riqualificazione energetica in edilizia.

Scheda aggiornata luglio 2017

Fonti: ENEA- Ente per le Nuove tecnologie, Agenzia delle Entrate, ediltecnico.

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