Antartide. Il surriscaldamento globale crea iceberg immensi

Un iceberg lungo 720 chilometri quadrati si è stacato dall’Antartide Occidentale. La deriva del blocco di ghiaccio preoccupa i ricercatori della Nasa che attraverso le pagine del Nature Geoscience lanciano l'allarme per lo scioglimento dei ghiacci polari.
 
Un immenso iceberg di 720 chilometri quadrati si è staccato dall'area del Pine Island Glacier e fluttua ora liberamente nel Mare di Amundsen, ha reso noto il team di scienziati tedeschi. Secondo lo studio dei ricercatori dell'Istituto tedesco per la ricerca polare e marina Alfred Wegener, proprio nel 2011 la fessura misurava circa 24 chilometri di lunghezza e 50 metri di larghezza.
Nel maggio del 2012 le immagini satellitari della Nasa avevano rivelato poi una seconda frattura formatasi vicino al lato settentrionale della prima crepa. Infatti, secondo gli scienziati del National Snow and Ice Data Center di Boulder, in Colorado, il fenomeno di distaccamento è cominciato il 28 febbraio scorso. “E’ stato ripreso dai satelliti ed è stato straordinario anche perché non capita di vedere tutti i giorni collassare un pezzo di ghiaccio grande quanto sette volte Manhattan".
Il fenomeno è certamente dovuto agli effetti del surriscaldamento globale. "Se il fenomeno continua, questa porzione ghiacciata potrebbe completamente disintegrarsi e nel corso dei prossimi anni potremmo perdere la metà della banchisa ghiacciata in questa regione" ha dichiarato il responsabile scientifico del National Snow and Ice Data Center.
Lo scioglimento dei ghiacci in Antartide è aumentato di 10 volte negli ultimi mille anni, con un’accelerazione che coincide con la metà del secolo scorso. Nella metà del ’900 infatti durante l’estate si è registrata un’impennata mai riscontrata prima.
Gli studi che hanno indicato questo fenomeno sono due, uno della British Antarctic Survey e dall’università australiana di Canberra, e l’altro guidato dall’università americana dello Stato di Washington. Le ricerche concordano nel dire che la Penisola Antartica, un braccio di terra che si estende dal continente ghiacciato verso l’Argentina, è molto sensibile all’aumento della temperatura. Soprattuto questa zona infatti si trovano i fenomeni di scioglimento dovuti al caldo estivo.
Anche solo piccoli cambiamenti della temperatura possono far aumentare notevolmente la fusione dei ghiacci in zone dove le temperature estive si avvicinano a 0 gradi Celsius, come nella Penisola Antartica. Questo ha importanti implicazioni sull’instabilità del ghiaccio e quindi sul livello degli oceani in un clima più caldo".
 
Fonte: Ansa; gaianews.it
 
 
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