La “tecnologia appropriata”, un altro sviluppo è possibile

Tecnologie più in armonia con gli uomini e con l’ambiente e meno legate alle risorse non rinnovabili, non sono utopia. Una tecnologia appropriata pensata e fatta dalle masse e non per la massa, capace di dare ai poveri uno sviluppo di lungo periodo delle loro comunità. Da Gandhi ai giorni nostri lo sviluppo del concetto di tecnologia socialmente appropriata.
 
LA TECNOLOGIA APPROPRIATA
Tecnologia Appropriata (TA), è quella tecnologia che mostra particolare attenzione agli aspetti ambientali, etici, sociali, culturali ed economici delle comunità verso le quali si dirige. Rispondendo a queste condizioni, rispetto ad altre tecnologie equiparabili, la tecnologia appropriata richiede meno risorse, è più facile la sua manutenzione, presenta minori costi e minori impatti sull'ambiente.
Le produzioni di massa hanno dimostrato nella storia di essere produttrici di diseguaglianze ed ingiustizie, quindi, riprendendo un pensiero di Ghandi si può dire che “la soddisfazione delle necessità popolari potrà trovare soluzione solo attraverso una produzione fatta dalle masse e non attraverso una produzione di massa”.
Alcuni economisti primo tra tutti E. F. Schumacher (1911-1977), nonché filosofo, hanno sviluppato la concezione di tecnologia appropriata Ghandiana, individuando nella società attuale tre gravi problemi strettamente correlati:
  • La diminuzione delle scorte mondiali di risorse naturali
  • L’inquinamento dell’ambiente naturale
  • Il comportamento umano quotidiano sulla via del degrado umano, sociale e ambientale
In concreto, Schumacher propone di adottare tecnologie intermedie fra quelle disponibili a livello estremamente basso e quelle a livello estremamente alto. Nel 1966, insieme ad alcuni amici, Schumacher fonda l’Intermediate Tecnology Development Group (ITDG), Il Gruppo per lo Sviluppo delle Tecnologie Intermedie. Dopo anni di lavoro nel sud del mondo, il giorno prima della sua morte, settembre 77, parlando ad una conferenza internazionale in Svizzera, Schumacher espone la sua tesi “…non solo i paesi in via di sviluppo, ma anche quelli altamente industrializzati devono cominciare a ragionare in termini di tecnologie più in armonia con gli uomini e con l’ambiente e meno legate alle risorse non rinnovabili. Le TA devono dare ai poveri la possibilità di sviluppare e usare metodi produttivi che diano loro maggiore controllo della loro vita e che contribuiscano ad uno sviluppo di lungo periodo delle loro comunità”.
Il termine di tecnologie appropriate ha origini nella concezione Gandhiana di sviluppo. Infatti Gandhi ritiene che la tecnologia non deve creare forme di sfruttamento degli esseri umani, né a livello internazionale né a livello nazionale, e tanto meno, a livello locale, fra città, campagna e villaggi. Per questo Gandhi, nel suo impegno per rendere indipendente l’India dall’impero britannico, propone tecnologie a piccola scala, sistemi cooperativi e produzioni di beni e servizi di cui gli uomini abbiano veramente bisogno. Le macchine, secondo Gandhi, devono sì aumentare la produzione, purché ciò non contrasti con la dignità dell’uomo. La catena di montaggio, per esempio, se aumenta la produzione e contemporaneamente sfrutta e aliena l’uomo, non può considerarsi una macchina appropriata. Gandhi, perciò, introduce il concetto di una tecnologia socialmente appropriata.
 
EVOLUZIONE STORICA | CARATTERISTICHE | CENTRI DI RICERCA | MATERIALI
 
LA TECNOLOGIA APPROPRIATA: EVOLUZIONE STORICA
Il lavoro della terra, la produzione di beni e servizi, l'abitare, lo spostarsi, il vestire, il mangiare, il comunicare e tanti altri bisogni essenziali comuni e generalizzati, hanno avuto storicamente e in luoghi diversi risposte e quindi tecnologie più o meno appropriate.
I popoli che non hanno sviluppato tecnologie proprie incontrano oggettive difficoltà nell’importare ed utilizzare le tecnologie dei paesi più sviluppati. Esperienze relative alla industrializzazione dei paesi e delle regioni emergenti mostrano che le tecnologie proposte non sempre rispondono in maniera adeguata alle esigenze reali delle regioni e delle popolazioni. Vi è un vuoto tra gli obiettivi che si propone l’industria (minimizzazione dei costi di produzione, massimizzazione della produttività) e le esigenze reali delle regioni e delle loro popolazioni. Il riconoscimento di questa separatezza tra fra le esigenze di sviluppo economico e sociale di una regione e le esigenze di razionalità economica e organizzativa ha portato a definire il concetto di appropriatezza della tecnologia. Va osservato che il concetto di appropriatezza non è necessariamente riferito a paesi a livello di sviluppo molto basso: una tecnologia può essere appropriata anche rispetto a una popolazione altamente progredita.
Per molti studiosi una tecnologia sarebbe appropriata solo quando risolve i grandi problemi dell’uomo, della società e dell’ambiente, quali si presentano nelle società industriali avanzate. Questa definizione non è accettabile, in quanto la tecnologia è un mezzo, uno strumento per raggiungere certi obiettivi, con i quali non si identifica e che non sono necessariamente quelli che si propone una società industriale avanzata. Viceversa, dobbiamo ritenere che una tecnologia sia appropriata quando, per effetto della sua struttura e dei rapporti che riesce a stabilire con la cultura, l’ideologia, la struttura sociale del paese in cui viene adottata, dà origine a processi che si autosostengono e riescono a far crescere le attività del sistema e la sua autonomia. In altre parole, si tratta di far aumentare la capacità di sopravvivenza e di sviluppo della popolazione che la adotta. Ne consegue, data la varietà delle condizioni al contorno, che non esiste uno schema valutativo della appropriatezza di una tecnologia applicabile sempre e comunque. In un certo ambiente, un rapido sviluppo economico conseguente alla applicazione di una nuova tecnologia può avere effetti dirompenti sul tessuto sociale, quali l’abbandono delle attività agricole, l’inurbamento, il rallentamento dei vincoli familiari. In altri casi, questo non avviene.
Nella letteratura anglosassone sono presenti due concetti: la tecnologia leggera (soft technology) e la tecnologia a basso costo (low cost technology). La tecnologia leggera non è sempre identificabile con una tecnologia appropriata: il termine indica una tecnologia solitamente a basso impatto ambientale, in quanto largamente basata su procedure informatiche, certo difficilmente utilizzabili dagli abitanti dei paesi in via di sviluppo. La tecnologia a basso costo invece è più frequentemente una tecnologia appropriata, anche se non sempre si identifica con essa. Per esempio, un generatore meccanico di energia elettrica, pur essendo meno costoso di un sistema di cellule solari, può non essere appropriato in quanto richiede operazioni di manutenzione più complesse e frequenti.
La tecnologia appropriata è, quindi, concepita per soddisfare le necessità essenziali e basiche dei settori popolari di una determinata regione o paese; quindi gli aspetti ed i metodi commerciali della creazione di una tecnologia devo esser rimpiazzati da altrettanti metodi e concetti che facilitino l'accesso ai beni ed i servizi per ogni gruppo sociale. Le tecnologie appropriate cercano di incentivare il mercato locale e di sostituire i beni importati con prodotti locali competitivi come qualità/costo, e possono essere usate per raggiungere uno sviluppo bilanciato nei singoli Paesi. In più devono essere compatibili con i desideri, la cultura e la tradizione delle particolari comunità e non devono avere un effetto sociale distruttivo.
 
LE TECNOLOGIE APPROPRIATE: LE CARATTERISTICHE
Le tecnologie appropriate sono, pertanto, quelle risposte ai bisogni fondamentali dell'umanità in grado di:
  • socialmente: migliorare le condizioni di vita
  • economicamente: usare in maniera saggia le risorse del pianeta
  • ecologicamente: rispettare gli equilibri e le leggi della natura
  • politicamente: decentrare a livello della gente il governo della cosa pubblica
Alcune caratteristiche della tecnologia appropriata sono rappresentate da:
  • La sua creazione e sviluppo non è in funzione della domanda, giacchè le necessità basiche non possono essere valutate in base al loro valore remunerativo.
  • Il guadagno non è il motivo principale della sua creazione e sviluppo.
Le funzioni principali della tecnologia appropriata sono quelle di adattare una struttura basica alle condizioni presenti localmente, così come all'uomo o donna che l'utilizza, si possono identificare alcuni elementi del TA:
  • Piccola scala: è una tecnologia di scala molto minore di quella commerciale così da poter essere usata, mantenuta e gestita a livello locale.
  • Di semplice concezione: cioè che possa essere utilizzata da persone che non hanno un elevato grado di specializzazione, questo implica che la manutenzione e la riparazione dei macchinari possa essere svolta dagli stessi beneficiari.
  • Facilita la partecipazione tecnica dei destinatari e dei lavoratori.
  • Utilizzazione massima delle risorse e di materiali locali.
  • Utilizzo di forme energetiche rinnovabili e decentralizzate: energia animale, energia solare, piccole quantità d'acqua, vento.
  • Produzione per il consumo locale: una tecnologia che si sviluppa a partire dalle necessità di produzione di un settore delimitato territorialmente. Con questo sistema si assicura un sistema di basso costo di trasporto e commercializzazione.
Le caratteristiche economiche della tecnologia appropriata riguardano invece:
  • Basso investimento di capitali, si cerca di proporre progetti che abbiamo bisogno di poche risorse economiche e che siano ammortizzabili nel tempo compatibilmente con la scarsità di risorse monetaria dei gruppi beneficiari.
Le caratteristiche socio-culturali si sviluppano seguendo i seguenti concetti:
  • E' una tecnologia che può facilmente inserirsi nel contesto socio-culturale del destinatari.
  • Cerca di sviluppare al massimo la creatività locale.
  • Cerca di far partecipare i beneficiari in tutte le tappe dello sviluppo tecnologico, in modo da facilitarne l'appropriazione integrale ed il controllo permanente dell'insieme del processo.
  • Quando possibile, tende a rivalorizzare la cultura locale, utilizzando tutte le conoscenze accumulate dalla collettività nel corso del tempo.
Le caratteristiche ecologiche sottolineano come:
  • E' una tecnologia concepita d'accordo con l'ecologia locale, che cerca di mantenere l'equilibrio degli ecosistemi fondamentali.
  • Non contribuisce all'inquinamento.
  • Considera l'uso delle risorse non rinnovabili in un ottica di solidarietà con le generazioni future.
  • Utilizza preferibilmente risorse naturali ed energetiche rinnovabili.
  • Le tecnologie devono essere appropriate alle risorse locali e alla cultura locale in modo che lo sviluppo sia un fatto che cresce all’interno della popolazione coinvolta e non un fatto esterno, più o meno imposto. (CAST)
CENTRI DI RICERCA PER LE TECNOLOGIE APPROPRIATE
TECNOLOGIE APRROPRIATE: MATERIALI
Fonte: utopie.it; ravenna2009.it
 
 
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