TORINO E IL BIKE SHARING

Approvato la scorsa settimana dal consiglio comunale di Torino il via libera al progetto di Bike Sharing, un progetto da due milioni di euro per le bici pubbliche. Sono circa cento i comuni italiani che hanno attivato il bike sharing. Quest'anno partirà anche a Roma e a Firenze.

Sarà Torino la prima grande città italiana a mettere a disposizione dei propri cittadini un tipo di trasporto pubblico tra i più ecologici e comodi: il bike sharing, ossia una flotta di biciclette pubbliche dislocate in vari punti della città che si possono prelevare e riconsegnare anche in un punto diverso. Il progetto varato definitivamente dal comune prevede un finanziamento di 2 milioni di euro, di cui 1 milione e 400 mila finanziati dal Governo, 300 mila dalla Regione Piemonte e altri 300 mila dal Comune. Nella prima fase saranno rese disponibili 1.160 bici, distribuite in 116 posti di scambio dislocati strategicamente: presso le stazioni ferroviarie e della metropolitana, nella ZTL, nelle adiacenze delle facoltà universitarie.
Il progetto è già in evoluzione e si prefigge di aumentare a breve il numero delle biciclette fino a 3.900 e quello dei punti in cui si possono prelevare o depositare fino a 390. Per invogliare l'uso della bici i primi trenta minuti di utilizzo il saranno gratis.
A lanciare con successo nel luglio 2007 questo nuovo modo di far spostare gli abitanti delle città era stata Parigi i cui abitanti possono contare su 20.000 bici e oltre 1.400 stazioni.
Anche Londra si sta movendo nell'ottica di una mobilità sostenibile, con un investimento di 500 milioni di sterline (700 mln di euro), 6000 biciclette condivise dal 2010, 400 per cento di londinesi in più sui pedali di qui al 2025. Sono questi i numeri presentati dal primo cittadino della capitale britannica a cui aggiunge un ambizioso obiettivo: ridurre la Co2 prodotta in città del 60% in poco più di 15 anni.
Roma si sta muovendo su questa strada: il bike sharing partirà in forma sperimentale già da questa primavera con 250 mezzi: i lavori per costruire la prima "stazione di scambio" per le bici, a Piazza di Spagna sono iniziati il mese scorso.
A Firenze invece il bike sharing arriverà il prossimo autunno: 800 mezzi in 50 punti di distribuzione mentre a Reggio Emilia dal 25 febbraio è già entrato in funzione "PedalaRE", il nuovo servizio pubblico di noleggio automatizzato di biciclette.
Genova, Bari, Prato, Modena, Ravenna, ma anche Cuneo, Novara, Savona, Bolzano, Brescia, Terni, Treviso e Udine. In molti centri minori poi la bici condivisa è già realtà, spiega il coordinatore dell'Aicc (Associazione italiana città ciclabili), Augusto Castagna: "Sono circa un centinaio i comuni che utilizzano già il bike sharing, un servizio utile che funziona, ed è apprezzato dai cittadini, con il vantaggio di essere un mezzo rapido, comodo ed economico".Il ministero dell'ambiente ha approvato a fine febbraio 37 progetti per la mobilità sostenibile per un totale di 8,4 milioni di euro. 8 progetti riguardano la creazione di piattaforme, tecnologie, varchi e mezzi di distribuzione merci a basso impatto ambientale, 16 sono rivolti all'intermodalità dei trasporti (fra questi ben 11 dedicati all'attivazione di servizi di bike-sharing, infrastrutture e parcheggi), mentre altri 3 progetti riguardano la realizzazione di navette aziendali e di percorsi casa-lavoro-scuola.

Fonte: Informagiovani Torino, Associazione italiana città ciclabili
Approfondimenti su Effetto Terra: Piemonte a pedali, la mobilità sostenibile, A scuola camminando

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