A spasso con l’asino: a proposito di turismo responsabile

All’inizio sembra un’idea un po’ strampalata e bizzarra. In un primo momento ci si chiede se sia davvero una buona idea in generale, ma tanto più per delle vacanze adatte a tutti i tipi di famiglia. Ebbene, la risposta è assolutamente sì, i viaggi a piedi con l’asino fanno bene da una quantità incredibile di punti di vista, e non sembra neanche difficile trovare informazioni per organizzarli, se non addirittura acquistarli già organizzati.



Nell’antica Grecia si pensava che per guarire da una malattia bastasse dormire in un tempio consacrato a Esculapio: prima di entrare nel tempio i malati venivano lasciati fuori diversi giorni, durante i quali digiunavano e si sottoponevano a vari riti di purificazione che liberassero il corpo dalle tossine e in modo da lasciare fuori dal tempio le vecchie abitudini, che rappresentavano la malattia stessa. Ma prima ancora di questo rito di purificazione i malati dovevano camminare, anche per diversi giorni, alla ricerca di un tempio di Esculapio. Camminare dunque era considerata una scelta potente, il primo passo verso la guarigione.    
Anche l’asino come compagno di viaggio ha origini antiche, addirittura si parla del IV millennio a. C., prima ancora del cavallo, importantissimo nell’economia fino ai tempi della meccanizzazione e poi quasi dimenticato, oggi sta riconquistando un nuovo spazio sociale ed economico.
L’aiuto logistico e il temperamento di questo animale rendono davvero questo tipo di viaggio accessibile anche alle famiglie con persone con limitazioni fisiche o psichiche, con anziani e bambini. Proprio questi ultimi sembrano i maggiori beneficiari del rapporto che si instaura con l’asino: mitizzato come testardo, l’asino è invece un animale dal carattere mite, umile e leale.
Viaggiare con l’asino comporta due aspetti non scontati quando si tratta di camminare: significa muoversi nella natura, ma soprattutto farlo lentamente. E in questi tempi non è da poco riuscire a dimenticare la fretta, a spostare l’attenzione dalla meta a ciò che si sta facendo. Procedere a passo lento accanto all’asino aiuta il viandante ad essere maggiormente recettivo nei confronti di ciò che lo circonda: è una forma lenta e rispettosa di turismo responsabile, è effettivamente un modo di muoversi che permette di prestare attenzione alle identità e alle economie locali: la mediazione dell’asino crea un canale di comunicazione immediato all’arrivo in una fattoria, lo scambio è più ricco, è immediato.
Le possibili opzioni sono diverse e vanno a toccare non quasi tutte le regioni italiane, ma anche Francia, Belgio,Portogallo e Spagna. Nel caso si voglia iniziare con qualcosa di più rassicurante esistono i viaggi guidati, che chiaramente sono anche un po’ più cari: per otto giorni di vacanza, spostamenti sul posto, guida, vitto e alloggio vari, la cifra arriva a sfiorare i cinquecento euro. Ma curiosando sulla rete è quasi impressionante, per chi ne sente parlare per la prima volta, scoprire quante possibilità ci sono. Esistono Associazioni che offrono scambi lavoro-ospitalità, altre che progettano nei dettagli viaggi semplici per chi vuole avventurarsi da solo.
Prendere in affidamento un asino per una settimana costa circa 200 euro, ma bisogna innanzitutto aderire completamente alla Carta dei diritti dell’asino, un documento che raccoglie a scanso di equivoci i diritti fondamentali di ogni asino, dal bisogno di acqua al rispetto della sua andatura, alle scadenze dei tempi di riposo.
Le schede di viaggio per chi si avventura senza guida sono precise e rassicuranti e offrono moltissime informazioni utili, dai sapori tipici che si potranno incontrare lungo il tragitto all’attrezzatura necessaria, alle ulteriori raccomandazioni per il rispetto dell’asino, come ad esempio non caricare la schiena dell’asino con più di quaranta chili, perché alla lunga gli causerebbe dei problemi:  dunque i soli beneficiari possono essere i bagagli o i bambini, e nel caso questi fossero molto piccoli esistono delle speciali imbracature per culle.
In fondo è di questo che si parla quando si parla di ecoturismo (secondo la definizione dell’ International Ecotourism Society): si intende aprire un nuovo margine di sviluppo per l’economia locale, che nel nostro paese in particolare è basata sui prodotti tipici e sulle tradizioni. Si intende viaggiare in modo responsabile in aree naturali, conservando l’ambiente e sostenendo il benessere delle popolazioni locali, s’intende infine incontrare l’ambiente e imparare da questo in prima persona.

  

Link utili

 Fonti: Ecoturismo, Camminarelento, TerraNuova, Asinomondo.

Oltre a informazioni sui viaggi con l&#39;asino, su Effetto Terra, puoi trovare informazioni su turismo responsabile,eco sostenibile, alternativo e iscriverti a <a href="http://www.effettoterra.org/archivio-newsletter">newsletter</a>,<a href="http://www.effettoterra.org/directory">segnalare siti</a> e partecipare a <a href="http://www.effettoterra.org/forum">forum</a>, nonchè visitare i <a href="http://www.effettoterra.org/siti_consigliati.html">siti consigliati</a>, che trattano queste tematiche."

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