L’insostenibile consumo di acqua dei turisti

Mentre i turisti hanno acqua abbondante e decontaminata per le loro vacanze, le popolazioni locali soffrono la sete. Secondo il rapporto di Tourism Cocern, Ente non profit, circa 884 milioni di persone nel sud del mondo non hanno accesso sufficiente all’acqua con ricadute negative sullo sviluppo dell’economia locale.
 
Il 9 luglio scorso, Tourism Concern, organizzazione indipendente internazionale che combatte lo sfruttamento del turismo ai danni delle popolazioni locali dei Paesi in via di sviluppo, ha denunciato disuguaglianze di accesso all’acqua tra i turisti e la popolazione locale. La ricerca da cui è scaturito il rapporto finale è stata effettuata in cinque diversi paesi: Bali in Indonesia, Gambia e Zanzibar in Africa, Goa e Kerala nell’ India Meridionale. Tale rapporto rileva che l’appropriazione di acqua da parte del settore turistico è diventata insostenibile per l’ambiente e le popolazioni locali; mettendo in crisi il loro tenore di vita, diminuendo i mezzi di sussistenza e le opportunità di crescita, già di per sé abbastanza deboli.
Le comunità locali spesso restano escluse dalle opportunità offerte al turismo di lusso, ma anche le piccole imprese del settore turistico fanno fatica a guadagnarsi da vivere in un contesto in cui le politiche dei governi locali favoriscono gli alberghi internazionali e tour operator globali. Una situazione che sta causando conflitti sociali e risentimenti da parte della popolazione, minacciando anche la sostenibilità del settore turistico stesso.
Diamo qualche cifra per comprendere l’entità del fenomeno.
A Zanzibar in un hotel di lusso si possono consumare fino a 3.195 litri di acqua per camera, mentre il consumo medio delle famiglie locali è di 93,2 litri di acqua al giorno. Gli hotel vengono pattugliati per prevenire atti di vandalismo. In un villaggio vicino agli alberghi sono morte quattro persone per aver bevuto – si sospetta - acqua contaminata dalle acque reflue degli stessi alberghi.
A Goa, India, un resort a cinque stelle consuma circa 1785 litri di acqua per persona al giorno, un residente vicino consuma solo 14 litri di acqua al giorno. Pozzi comunitari vengono abbandonati a causa della contaminazione.
In Kerala, India, le case galleggianti destinate al turismo di lusso sono altamente inquinanti per le acque e ciò influisce negativamente sull’economia locale basata soprattutto sulla pesca.
A Bali, Indonesia, le risaie si stanno riducendo ad un ritmo di 1000 ettari al giorno a causa dell’aumento dei prezzi dei terreni e del dirottamento delle acque verso i resort.
In Gambia le donne sono costrette a fare code lunghissime davanti alle fontane per approvvigionarsi di acqua, mentre gli hotel di lusso hanno pompe e pozzi privati e spesso non pagano il conto, togliendo risorse per il miglioramento delle infrastrutture per l’acqua pubblica.
 
Per saperne di più consulta il rapporto di Tourism Concern [LINK AL RAPPORTO]
 
 
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