Il nuovo west: l'Uganda

La febbre all'oro dell'800, i tempi dei mitici '49 di San Francisco, sembrano essere tornati ai giorni nostri. E' l'Uganda, invece della California e del selvaggio west il nuovo scenario della corsa alle pepite. E oggi come allora a beneficiare del boom dell'oro non sono coloro che abitano le terre depredate.
 
I monti Moroto nel nord est del paese, sono mai una landa costellata di buchi e cumuli di terriccio nel terreno, dai quali uomini talpa riemergono di tanto in tanto. Sono i Karamojong, popolazione semi-nomade, che da ormai tre anni non fanno più i pastori, ma i cercatori d'oro.  "Ho iniziato a scavare dopo che predoni venuti di notte hanno rubato le mie mucche", dice Sagal, uno di loro che come ogni Karamojong ritiene il numero di capi bovini  un segno di ricchezza e prestigio. E' questo uno dei principali effetti di una catastrofica carestia che nel 1980 uccise un quinto della popolazione, tra cui il 60% dei bambini, provocando una quasi-anarchia nella regione dopo la caduta del dittatore Idi Amin.  La mancanza di bestiame ha portato i Karamojong ad armarsi e razziare le mandrie nel vicino Kenya e in quello che è ora il Sud Sudan, trasformando la regione in un moderno selvaggio west.
Un'area dove la legge, non essendo la legalità più sotto controllo, era diventata quella del taglione, fatta di furti di bestiame e imboscate. C'è voluto l'intervento del Foreign Office  ed un programma governativo di disarmo per pacificare la zona. Un programma contraddittorio, fatto di soprusi e vessazioni, le Forze di Difese del Popolo ugandese, sono state accusate di abusi dei diritti umani, tra cui l'uccisione di bambini.
Così le grandi multinazionali e le lobby locali e internazionali hanno potuto iniziare la prospezione e l'estrazione di oro e altri minerali preziosi - come l'uranio e il cobalto, di cui si è scoperto nel frattempo essere ricca la regione.
Il problema è che non si sa molto circa gli interessi minerari in Karamoja, "E 'quasi impossibile ottenere informazioni sui contratti governativi con il settore privato nel settore estrattivo," ha dichiarato Peter Wandera di Transparency International Uganda. Ma Nahaman Ojwe, il commissario distrettuale residente a Moroto e alto rappresentante del governo in Karamoja, respinge i timori, asserendo che le leggi ugandesi sullo sfruttamento minerario garantiscono che il Karamojong avrà un doppio vantaggio. In primo luogo, coloro che possiedono la terra riceveranno royalties da parte delle società minerarie. In secondo luogo, le aziende dovranno pagare i diritti e le tasse al governo centrale e la ricchezza dovrebbe essere ridistribuito a Karamoja.
Staremo a vedere, anche se il mattino non sembra essere un buon giorno, i parlamentari della regione sostengono che migliaia di ettari sono stati venduti, affittati a ditte senza il consenso dei proprietari indigeni.
 
Fonte: The Guardian
 
 
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