Obama: ridurre di un terzo le testate nucleari dell'esercito U.S.A.

La notizia arriva dal New York Times, che anticipa, citando fonti interne all'entourage del Presidente U.S.A., un possibile passo del discorso che Barack Obama terrà oggi di fronte al Congresso.
 
Mentre in piena campagna elettorale italiana impazza la questione delle spese militarie sul "tema caldo" dell'acquisto degli F35, si susseguono dichiarazioni, smentiti e prese di posizione quanto meno ondivaghe, a ovest dello Stretto di Gilbiterra, si guarda a una come operare una reale riduzione delle spese militari. Se in quest'ultimo periodo l'edizione italiana dell'Huffington Post, ha dedicato all'argomento più di un intervento rivelando, come, nel caso del post di Angela Mauro, il "Joint strike fighter", sia stato sostenuto trasversalmente un pò da tutto l'arco parlamentare, anche da chi oggi si dichiara contrario, è sempre l'edizione online diretta da Lucia Annunziata ad aver anticipato con Raul Caruso, come un'economia di pace possa salvare gli Stati Uniti dal debito. Per rendere evidente tale assunto basta citare un passo del post "Esiste un rapporto chiaro tra aumento delle spese militari e crescita del debito pubblico? I numeri direbbero di sì. Tra il 1991 e il 2001 il debito è cresciuto in media del 3% annuo, ma prima di Bush Jr., nel quadriennio 1998-2001, stava scendendo ad un ritmo del 3,1%. Con Bush Jr. al potere, e prima che la crisi del 2008 si manifestasse, invece, il debito è cresciuto a un ritmo medio dell'8,5%".
In campagna elettorale Obama aveva usato come "ricetta" per diminuire il debito pubblico un mix di tagli alla spesa pubblica e un aumento delle tasse ai ceti più ricchi (patrimoniale?) e individuato nelle spesi militari, che assorbivano nel 2011 il 20% dell'intero budget federale, una delle voci dei tagli. Ora, secondo quanto rivelato dal New York Times, sembra essere giunto il momento per rilanciare appunto uno degli obiettivi di Obama in tema di riduzione del debito e di sicurezza nazionale.
Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama potrebbe imporre infatti a breve una decisa riduzione dell’arsenale nucleare in mano alle forze armate americane in tutto il mondo. Il presidente avrebbe già discusso e trovato un’intesa con i massimi responsabili delle forze armate: sulla base di tale accordo, la riduzione delle testate nucleari potrebbe essere pari a circa un terzo rispetto al numero attuale.
Ad oggi l’esercito degli Usa possiede circa 1.700 armi nucleari. Secondo un trattato firmato con la Russia nel 2010, tale cifra avrebbe dovuto comunque essere ridotta a 1.550 entro il 2018. Ma Obama, secondo il New Yprk Times, è convinto che si possano operare tagli più radicali, risparmiando denaro pubblico.
Sin qui la cronaca, staremo a vedere se il numero uno della Casa Bianca, riuscirà ad attuare quanto indicato nel programma, soprattutto come e se riuscirà a superare le ostilità repubblicane e russe senza un nuovo negoziato. Secondo il quotidiano newyorkese, Obama sta valutando la possibilità di raggiungere un accordo informale con il presidente Vladimir V. Putin per un taglio reciproco dell'arsenale nucleare senza la necessità di nuovi patti. Per questo il consigliere presidenziale alla sicurezza nazionale, Tom Donilon, avrebbe in programma un viaggio in Russia nel mese prossimo, secondo funzionari di Washington D.C., per gettare le basi di tali colloqui.
 
Fonte: New York Times, valori.it, huffingtonpost.it
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