Smart City. Il glossario della città intelligente

Le Smart City stanno entrando a far parte del nostro vocabolario quotidiano. Espressione dall'inglese che indica la "Città Intelligente", nonché un ambiente urbano in grado di agire attivamente per migliorare la qualità della vita dei cittadini. Il glossario spazia dalla mobilità urbana al settore energetico allo smaltimento e riciclo dei rifiuti.
 
Oggi la sopravvivenza del pianeta dipende da quanto i centri urbani saranno in grado di diventare virtuosi nel risparmiare energia, ridurre le emissioni e rendere più agevoli e semplici le condizioni di vita e lavoro al loro interno. Proprio per questo l’Unione Europea sta finanziando programmi per lo sviluppo di sistemi intelligenti nelle città. In questo quadro, il ruolo che possono svolgere le aziende di pubblico servizio, come le multiutility, è assolutamente strategico. Le aree d’intervento in cui è possibile suddividere gli interventi per rendere più intelligente una città sono fondamentalmente cinque: ambiente, mobilità, reti, illuminazione pubblica, servizi informativi ecct. Infatti, grazie alla tecnologia si possono ottenere trasporti più efficienti, risparmi energetici consistenti, un calo drastico delle emissioni inquinanti e servizi pubblici più accessibili per il cittadino.
Sul comunicato smartcityexhibition si legge la spiegazione di come si è arrivati alla stesura del Glossario: “La Smart City è caratterizzata sia dal trovarsi in un contesto multinazionale, sia dall’avere un background multidisciplinaregli ambienti urbani, infatti, riguardano diversi settori tra cui architettura, ecologia, energia, informatica, mobilità, tecnologia, urbanistica – è possibile trovare differenze di definizione e di interpretazione di alcuni termini, dipendendo dai vari contesti linguistici e dai diversi approcci in cui essi vengono usati. Una volta raccolto materiale sufficientemente esaustivo, si è proceduto all’estrazione dei candidati termini in maniera cosiddetta “manuale”, optando per quelli più rappresentativi della Smart City. Tali termini sono stati poi suddivisi in otto domini, vale a dire in micro-settori di appartenenza concettuale. I primi sei domini corrispondono ai parametri di valutazione delle Smart Cities individuati dal Politecnico di Vienna nel Ranking of European medium-sized city e adottati anche in ambito italiano per la redazione del documento iCity Rate da parte di FORUM PA”.
Smart city: significa “città intelligente”. Si riferisce a un modello urbano in cui, grazie alle tecnologie digitali e a infrastrutture moderne, la qualità della vita dei cittadini migliora e l’impatto ambientale delle attività umane si riduce. Una città diventa “smart” potenziando i servizi di comunicazione (tra privati e col pubblico), trasporto e rifornimento energetico, cercando di rendere sostenibili tutte le attività cittadine e riducendo l’inquinamento atmosferico. Un ruolo importante in molte sperimentazioni è giocato dalla messa in rete, cioè della condivisione di informazioni fra più soggetti.
Smart grid: letteralmente, “rete intelligente”. Attraverso tecnologie digitali, le smart grid affiancano le reti di distribuzione di energia elettrica gestendole in modo più efficiente. Tengono in costante contatto tra loro la produzione delle grandi centrali e l’energia in arrivo da pannelli solari e mini-eolico installati nelle case dei privati, controllando i flussi ed evitando così sprechi, sovraccarichi e cali di tensione. Consentono al cittadino di sfruttare solo l’energia di cui ha davvero bisogno, puntando a un uso razionale e sostenibile della risorsa, e migliorano la qualità del servizio informando in tempo reale su segnalazioni e guasti.
E-moving, e-mobility: il suffisso e- sta per “electric” (cioè, elettrico), mentre le parole moving e mobility si riferiscono alla mobilità e ai trasporti. Quando si usano queste espressioni, ci si riferisce ai veicoli elettrici e ai progetti che favoriscono la mobilità sostenibile riducendo le emissioni di CO2 in atmosfera, come la diffusione di colonnine di ricarica nelle città o il potenziamento di reti di mezzi pubblici poco inquinanti.
E-government: letteralmente, governo elettronico. Si tratta della digitalizzazione della pubblica amministrazione: mette nelle condizioni il cittadino di poter sbrigare direttamente on line tutte le pratiche burocratiche e amministrative con Comune, Provincia, Regione o Stato. Inoltre, permette alla PA di informare tempestivamente sul web e migliorare i servizi. Un risparmio di tempo, energia e carta.
E-payment: pagamento elettronico. Si tratta della possibilità di trasferire denaro in digitale, senza ricorrere cioè a banconote o monete, tramite conti correnti da gestire comodamente su web. Si è diffuso in modo capillare soprattutto grazie all’e-commerce (commercio elettronico), cioè gli acquisti di prodotti e servizi su internet, e con la diffusione delle carte di credito prepagate. La nuova frontiera è il pagamento attraverso gli smart-phones, i cellulari di ultima generazione, metodo ancora più rapido.
ICT-TLC: Sono due acronimi. ICT sta per Information and Communication Technology, tecnologie dell’informazione e della comunicazione: sono quelle tecnologie che si occupano di sistemi di trasmissione, ricezione ed elaborazione di informazioni. TLC, invece, sta per telecomunicazioni, una branca delle ICT: sono le attività di comunicazione a distanza, dal telefono a Internet, passando per radio e tv.
Crowd-sourcing: da crowd, folla, e outsourcing, esternalizzare. E’ un metodo di lavoro con cui imprese e istituzioni chiedono, attraverso il web, il contributo e la collaborazione dei cittadini su un determinato progetto. Un classico esempio di crowd-sourcing è l’enciclopedia on line Wikipedia, scritta, modificata e aggiornata dagli utenti. Nelle città intelligenti è proprio l’apporto degli abitanti a fare la differenza: attraverso cellulari e computer gli utenti forniscono dati che, in tempo reale, possono migliorare la qualità della vita in città. Ad esempio: usare una ”app”, cioè un’applicazione su cellulari e tablet, per segnalare il traffico, sapere dove parcheggiare o denunciare disservizi sugli autobus.
Cloud computing: in italiano, nuvola informatica. E’ una tecnologia che permette di gestire i dati digitali senza doverli legare a un supporto fisico, cioè la memoria di un computer, una chiavetta di archiviazione Usb, un cd o dvd. Si tratta quindi di un magazzino virtuale che ospita sul web documenti e programmi, offerto da una società specializzata in questi servizi (detta anche “provider”). Un esempio di tecnologia “cloud” è il servizio lanciato dalla Apple per trasferire foto e musica, da pc a cellulare o Ipad, senza dover usare cavi ma passando, appunto, dalla “nuvola”.  Nella città intelligente, velocizza le operazioni e permettere di gestire dati da qualsiasi luogo ci si trovi, senza essere vincolati ad una postazione.
Open data: per realizzare le attività “intelligenti”, la smart city ha bisogno di avere dei data base aperti (“open data”) e sempre accessibili. Questo, anche per agevolare il ruolo attivo dei cittadini nella produzione, modifica, aggiornamento e scambio di informazioni. Quella degli “open data” è una filosofia che abbraccia anche le attività della pubblica amministrazione e i software (i programmi “open source”, per esempio, sono quelli disponibili gratuitamente su web e migliorabili dagli utenti), e ha a che vedere con la condivisione dei saperi e il miglioramento della qualità della vita.
 
Fonte: smartcityexhibition.it; heragroup.it
 
 
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