Il Rapporto World Energy Outlook 2013

Il 40% della crescita della domanda totale di energia da qui al 2035 sarà soddisfatto con le rinnovabili, ma i consumi dei fossili continueranno a fornire il 76% del fabbisogno energetico causando un aumento della temperatura globale di 3,6 °C rispetto ai livelli preindustriali. E’ QUANTO sostiene l’Agenzia Internazionale per l’Energia (IEA) nel suo rapporto World Energy Outlook 2013, pubblicato ieri.
 
Il rapporto ‘World Energy Outlook 2013’ pubblicato dall’Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA), simultaneamente all’apertura della COP19 per i negoziati delle Nazioni Unite sul clima a Varsavia, sottolinea per l’ennesima volta l’importanza di muoversi verso uno sviluppo maggiore delle energie rinnovabili, per evitare future emissioni di gas serra che potrebbero rendere la situazione planetaria molto difficile.
Come ha ricordato anche l’IPCC nel recente primo volume del quinto assessment, il rapporto tra l’energia che resta intrappolata nel sistema climatico rispetto a quella che viene re immessa nello spazio è favorevole alla prima, e questo peggiora gli effetti devastanti dei cambiamenti climatici in atto.
Mariagrazia Midulla, responsabile Clima Energia del WWF Italia che segue i negoziati sul clima ha dichiarato: “Questa relazione dall'AIE viene pubblicata poco dopo il tifone che ha duramente colpito le Filippine e che ha sconvolto il mondo . Il tifone ha anche gettato una cappa sopra i colloqui sul clima delle Nazioni Unite appena iniziati a Varsavia , mettendo in evidenza l'urgente necessità di spostare il sistema energetico mondiale verso fonti rinnovabili pulite e verso l'efficienza energetica per combattere il cambiamento climatico.
Non si tratta quindi solo di fermare tutte le nuove esplorazioni per l’estrazione di combustibili fossili su larga scala, come quelle nell’Artico, ma anche di dismettere le infrastrutture energetiche esistenti: è il prezzo da pagare per evitare il disastro climatico globale.
Mentre l'uso del carbone, si legge nel rapporto, è destinato a declinare nei paesi OECD, a causa delle legislazioni ambientali, si prevede invece che continuerà a crescere nei paesi emergenti. Se la domanda OECD cala di un quarto, quella non-OECD cresce di un terzo e questa fonte sporca, pur vedendo il suo share nel mix elettrico mondiale calare dal 41% attuale al 33% del 2035, rimarrà la più importante. Da qui al 2035 due terzi del “giacimento” di efficienza non verranno sfruttati se non si rimuoveranno certe barriere, prima fra tutte quella dei sussidi alle fonti fossili. Nel 2012 gli aiuti a carbone, gas e petrolio infatti sono cresciuti ancora, salendo a 544 miliardi di dollari.
Abbiamo bisogno di cambiare velocemente il paradigma energetico,  se vogliamo evitare una catastrofe climatica. Questa necessità si riverbera a livello nazionale: è miope dare avvio a trivellazioni su larga scala, come invece dichiara la bozza della Strategia Energetica Nazionale, quando oggi e domani le priorità devono essere risparmio ed efficienza energetica e fonti rinnovabili”: sostiene la Dott.ssa Midulla.
Fonte: WWF; qualenergia.it
 
 
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