World water week 2013. Acqua: costruire e cooperare

Dal 2 settembre, a Stoccolma si sta svolgendo la World water week (La Settimana Mondiale dell’Acqua); una ricorrenza istituita dalle Nazioni Unite nel 1992, per sensibilizzare gli Stati membri e le popolazioni del pianeta alla tutela e salvaguardia delle risorse idiriche minacciate da sprecchi e dall’inquinamento.
 
Allo Stockholm International Water Institute in Svezia, più di 200 organizzazioni mondiali sono impegnate in forum e dibatiti con lo scopo di programmare progetti nella salvaguardia delle risorse idriche. In questa edizione, ricerca e innovazione sono rivolte alla ricerca di modelli per ottenere maggiore equità nell’accesso alle risorse idriche e ad un’adeguata qualità dell’acqua per tutti. Il tema per il 2013 è: Acqua: costruire e cooperare.
Le stime di JMP (Programma congiunto di monitoraggio per l’approvvigionamento idrico e servizi igienico-sanitari) promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (Who) e dal Fondo Onu per l’infanzia (Unicef), confermano la gravità della questione acqua. Infatti circa 1.2 miliardi di persone, quasi un quinto del mondo vive in aree di scarsita’ fisica di acqua, mentre 1.6 miliardi devono confrontarsi con la difficolta’ di approvvigionarsi a costi flessibili e 768 milioni di persone non hanno accesso all’acqua potabile.
Una situazione che e’ destinata ad aggravarsi, a causa della crescita della popolazione, al riscaldamento del clima, alle carenze di investimenti e di gestione delle risorse. La stima prevede entro il 2025 che la popolazione delle regioni con assoluta scarsita’ d’acqua sara’ di 1,8 miliardi di unità, a stress idrico sarà inoltre quasi la meta’ della popolazione mondiale.
Popolazione mondiale che nel 2050 dovrebbe arrivare dai 7 miliardi di oggi ai 9,1 miliardi, mettendo a dura prova risorse idiriche, alimentari, energetiche ed industriali. Una situazione drammatica a cui dovra’ aggiungersi anche il problema della maggiore urbanizzazione con la nascita di megalopoli ambientalmente insostenibili. Secondo le Nazioni Unite nel secolo scorso il consumo delle risorse idriche e’ piu’ che raddoppiato rispetto al tasso di crescita della popolazione mondiale.
Se le politiche governative non avvieranno un’inversione di marcia, l’inquinamento ambientale, nei prossimi quarant’anni, sarà la prima causa di morte a livello globale, con un incremento delle vittime annuali da 1 a 3,6 milioni. Nei prossimi quarant’anni il valore dell’economia mondiale crescerà di quattro volte, l’aumento della qualità della vita comporterà una maggiore domanda di energia, cibo e risorse naturali, questo, in assenza d’interventi mirati, significherà aumento dei livelli dell’inquinamento. In questa edizione si sta discutendo anche dell’inquinamento delle acque nel settore agricolo. La situazione attuale risulta complicata dal fatto che l’agricoltura è tra i principali settori che causano l’inquinamento delle falde acquifere.
La settimana mondiale dell’acqua si concluderà domani. Di seguito il link allo Stockholm International Water Institute dove trovare maggiori informazioni e seguire le dirette streaming.
 
Fonte: slowfood.it
 
 

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